Il Papa continua la sua cura e convalescenza presso la sua residenza a Casa S. Marta in Vaticano., con alcuni miglioramenti. Non si sa però quando potrà riprendere la sua attività con le udienze e le celebrazioni giubilari. Intanto disbriga gli affari correnti come la promulgazione dii nuovi decreti per le cause dei santi. Saranno canonizzati Ignazio Choukrallah Maloyan, arcivescovo di Mardin degli Armeni, martire nel 1915 durante il genocidio armeno, e il laico Pietro To Rot, martire vissuto nel secolo scorso in terra papuana. Agli onori degli altari anche Maria del Monte Carmelo, fondatrice delle Suore Ancelle di Gesù: la religiosa sarà la prima santa del Venezuela. Verrà beatificato il sacerdote barese Carmelo De Palma e diventa venerabile il presbitero brasiliano Giuseppe Antonio Ibiapina. Continua in tutto il mondo la preghiera per la salute di papa Francesco in questo tempo di prolungata convalescenza.
Sospesa l’udienza generale, tuttavia mercoledì 26 marzo 2024, è stato diffuso il testo scritto della catechesi (per il ciclo“Gesù Cristo nostra speranza”) dedicata a “La vita di Gesù. Gli incontri”, soffermandosi sul colloquio fra Cristo e la samaritana. Ora, è proprio quando non pensiamo più alla speranza che “Gesù ci attende e si fa trovare” e ci aiuta “a rileggere in modo nuovo” la nostra “storia”, sorprendendoci. E’ un po’ questa l’esperienza della donna samaritana, che racconta il vangelo di Giovanni (cfr 4,5-26), che non si aspettava di trovare qualcuno al pozzo a mezzogiorno; era un’ora insolita, quando fa molto caldo. Forse si vergognava della sua vita, si sentita giudicata, condannata, non compresa; così si era isolata…
Ora Gesù, scendendo dalla Galilea alla Giudea, Gesù evitare di attraversarela Samaria (visti i rapporti tesi tra giudei e samaritani), ma vuole passare da lì e fermarsi a quell’ora ad un pozzo, che, nel Medio Oriente antico, è un luogo di incontro…. “Gesù vuole aiutare questa donna a capire dove cercare la risposta vera al suo desiderio di essere amata.”
Qui emerge il tema del desiderio come fondamentale per capire questo incontro. Gesù così chiede da bere: “pur di aprire un dialogo, Gesù si fa vedere debole, così mette l’altra persona a suo agio, fa in modo che non si spaventi. La sete è spesso, anche nella Bibbia, l’immagine del desiderio. Ma Gesù qui ha sete prima di tutto della salvezza di quella donna.” Infatti “Colui che chiedeva da bere – dice Sant’Agostino – aveva sete della fede di questa donna.” (Omelia 15,11).
Nicodemo incontra Gesù di notte, qui Gesù è mezzogiorno, il momento in cui c’è più luce. “È infatti un momento di rivelazione. Gesù si fa conoscere da lei come il Messia e inoltre fa luce sulla sua vita. La aiuta a rileggere in modo nuovo la sua storia, che è complicata e dolorosa: ha avuto cinque mariti e adesso sta con un sesto che non è marito. Ilnumero sei non è casuale, ma indica di solito imperfezione. Forse è un’allusione al settimo sposo, quello che finalmente potrà saziare il desiderio di questa donna di essere amata veramente. E quello sposo può essere solo Gesù.”
Accorgendosi che Gesù conosce la sua vita, la donna interviene sulla questione religiosa tra giudei e samaritani. E’ ciò che capita a volte anche a noi nella preghiera: “nel momento in cui Dio sta toccando la nostra vita coi suoi problemi, ci perdiamo a volte in riflessioni che ci danno l’illusione di una preghiera riuscita. In realtà, abbiamo alzato delle barriere di protezione.” Più grande però è sempre il Signore e a quella donna samaritana, (a cui non avrebbe dovuto rivolgere la parola) “regala la rivelazione più alta: le parla del Padre, che va adorato in spirito e verità.”
Si rivela poi come il Messia atteso, dicendole: “Sono io, che parlo con te” (Gv 4,26). “È come una dichiarazione d’amore”: come dire che è Lui Colui che aspettava, che può rispondere finalmente al suo desiderio di essere amata. Perciò la donna “corre a chiamare la gente del villaggio, perché è proprio dall’esperienza di sentirsi amati che scaturisce la missione.” E’ l’annuncio di chi è stata capita, accolta, perdonata; “un’immagine che dovrebbe farci riflettere sulla nostra ricerca di nuovi modi per evangelizzare.”
Ecco poi l’immagine dell’anfora, che ricordava la sua condizione; ora è dimenticata ai piedi di Gesù, proprio come una persona innamorata, ora “il passato non è più un peso; lei è riconciliata. Ed è così anche per noi: per andare ad annunciare il Vangelo, abbiamo bisogno prima di deporre il peso della nostra storia ai piedi del Signore, consegnare a Lui il peso del nostro passato. Solo persone riconciliate possono portare il Vangelo.”
Di qui l’invito a non perdere la speranza, perché anche se nostra “storia ci appare pesante, complicata, forse addirittura rovinata, abbiamo sempre la possibilità di consegnarla a Dio e di ricominciare il nostro cammino. Dio è misericordia e ci attende sempre!”
Chiediamoci:
- Scopro che Gesù mi attende per rileggere in modo nuovo la mia storia?
- Ringrazio il Signore, perché, come con la Samaritana, vuole aiutarmi a dare una risposta vera al desiderio di essere amato?
- Guardo al Signore che ha sete prima di tutto della nostra salvezza?
- Capisco che Gesù è Colui che sazia la mia sete di amore e di felicità?
- Cerco Dio Padre da adorare in spirito e verità?
- Quale annuncio posso portare a partire dall’esperienza di essere capito, accolto, perdonato?
- Ripenso a ciò come un’immagine per riflettere sulla nostra ricerca di nuovi modi per evangelizzare?
- Vedo che per andare ad annunciare il Vangelo, ho bisogno prima di deporre il peso della mia storia ai piedi del Signore, consegnando a Lui il peso del nostro passato?
- Capisco che dolo persone riconciliate possono portare il Vangelo?