Il Papa domenica 23 marzo è stato dimesso dal Policlinico Gemelli ed è potuto tornare alla sua residenza a Casa S. Marta in Vaticano. Prima di lasciare l’ospedale si è affacciato al balcone ed ha benedetto la folla che si era radunata nel piazzale. Tornando in Vaticano ha fatto sosta a S. Maria Maggiore lasciando un mazzo di fiori alla Madonna Salus Populi Romani. Continua in tutto il mondo la preghiera per la salute di papa Francesco in questo tempo di prolungata convalescenza.
Mercoledì 19 marzo 2025 è stato diffuso il testo della catechesi scritta che avrebbe tenuta nell’udienza ancora forzatamente sospesa. Il Pontefice (per il ciclo“Gesù Cristo nostra speranza”) ha iniziato a parlare degli incontri nella “vita di Gesù“; dopo quelle che hanno approfondito “l’infanzia di Gesù”, la riflessione si è soffermata su Nicodemo (Gv 3,1-3). Il Papa vuole così aiutarci a ”comprendere il modo in cui Gesù dona speranza”, a partire da incontrri che “illuminano la vita e portano speranza”, come quando siamo aiutati a vedere una difficoltà o un problema da una prospettiva diversa o ricevendo “una parola che non ci fa sentire soli nel dolore”, o anche in incontri silenziosi, che “ci aiutano a riprendere il cammino.” E’ il caso di Nicodemo (come riporta Giovanni 3) che “è un uomo che, con la sua storia, dimostra che è possibile uscire dal buio e trovare il coraggio di seguire Cristo.” Egli va da Gesù di notte, in un orario insolito, ma il riferimento temporale nel linguaggio giovanneo, ha “spesso un valore simbolico: qui la notte è probabilmente quella che c’è nel cuore di Nicodemo. È un uomo che si trova nel buio dei dubbi, in quell’oscurità che viviamo quando non capiamo più quello che sta avvenendo nella nostra vita e non vediamo bene la strada da seguire.”
Chi è nel buio, cerca la luce e Nicodemo cerca Gesù perché ha intuito che Lui può illuminare il buio del suo cuore, come scrive Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.” (Gv 1,9) Nicodemo non riesce subito a comprendere Gesù, “perché continua a pensare con la sua logica e le sue categorie”; nel testo evangelicoci sono fraintendimenti ed ironia, caratteristica dell’evangelista Giovanni. Nicodemo ha un ruolo pubblico, è uno dei capi dei giudei, ma “sente che qualcosa non funziona più nella sua vita. Avverte il bisogno di cambiare, ma non sa da dove cominciare.” E’ ciò che succede nella vita anche a noi. “Se non accettiamo di cambiare, se ci chiudiamo nella nostra rigidità, nelle abitudini o nei nostri modi di pensare, rischiamo di morire. La vita sta nella capacità di cambiare per trovare un modo nuovo di amare”. Gesù parla a Nicodemo di una nuova nascita, (che significa sia “dall’alto”, sia “di nuovo”) non solo possibile, ma addirittura necessaria nel cammino della vita. Poco per volta, Nicodemo capirà che “se lasciamo che lo Spirito Santo generi in noi una vita nuova, nasceremo un’altra volta. Ritroveremo quella vita, che forse in noi si stava spegnendo.”
Nicodemo dimostra che questo cambiamento è possibile e alla fine sarà tra coloro che vanno da Pilato per chiedere il corpo di Gesù (cfr Gv 19,39)! Così “Nicodemo è finalmente venuto alla luce, è rinato, e non ha più bisogno di stare nella notte.”
Se i cambiamenti a volte ci spaventano, “lo Spirito ci incoraggia ad affrontare queste paure”. Anche gli israeliti ebbero paura nel deserto (ricordava Nicodemo a Gesù), tanto che le loro preoccupazioni e paure presero la forma di serpenti velenosi (cfr Nm 21,4-9). Solo guardando il serpente di rame innalzato da Mosè, solo alzando lo sguardo e “guardando in faccia quello che ci fa paura, possiamo cominciare a essere liberati.” Occorre guardare “il Crocifisso, Colui che ha sconfitto la morte, la radice di tutte le nostre paure”, lasciandoci anche noi incontrare da Gesù. “In Luitroviamo la speranza per affrontare i cambiamenti della nostra vita e nascere di nuovo.”
Chiediamoci:
- Guardo a Gesù che ci dona speranza?
- Ripensoa quegli incontri che illuminano la vita e portano speranza?
- Capita di trovarsi nell’oscurità non capendo più quello che sta avvenendo nella nostra vita e la strada da seguire?
- Mi affido a Gesù, Luce che illumina il mio cammino?
- Accetto di cambiare, uscendo della rigidità delle abitudini, dei modi di pensare?
- Lascio che lo Spirito Santo generi in noi una vita nuova?
- Se sento che i cambiamenti spaventano, lascio spazio allo Spirito che ci incoraggia?
- Guardo in faccia quello che fa paura, per cominciare a essere liberato?
- Fiso il mio sguardo sul Crocifisso, Colui che ha sconfitto la morte, la radice di tutte le nostre paure”, lasciandoci anche noi incontrare da Lui?