La parola di Papa Francesco

Come sempre, nella prima settimana di Quaresima l’udienza generale è stata sospesa, in coincidenza con gli esercizi spirituali della Curia vaticana. Domenica 25 febbraio, all’Angelus Francesco (anche se con i postumi di una lieve influenza), ha esortato a tenere sempre gli occhi fissi sul volto luminoso di Cristo, a “coltivare sguardi aperti, diventare cercatori della luce di Gesù nella preghiera e nelle persone”.

Fermandosi a commentare l’episodio evangelico della Trasfigurazione, ha spiegato come il Signore abbia condotto i tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), da Lui condotti sul Tabor, a leggere tutti gli atti del suo ministero come “scintille di una luce più grande: la luce (…) che è Gesù!”

Come una volta i contadini arando i campi tenevano gli occhi fissi sulla meta e tracciavano solchi diritti, così i cristiani nel cammino della vita sono chiamati a tenere sempre davanti agli occhi il volto luminoso di Gesù, “a non staccare mai gli occhi dalla sua luce”, soprattutto “nei momenti di prova”.  Di qui l’esortazione ad aprirsi alla luce di Gesù! “Lui è amore e vita senza fine. Lungo i sentieri dell’esistenza, a volte tortuosi, cerchiamo il suo volto, pieno di misericordia, di fedeltà, di speranza.” In questo itinerario verso la luce ci aiutano, da una parte, la preghiera, l’ascolto della Parola ed i Sacramenti, specialmente Confessione ed Eucarestia e dall’altra la prossimità con i fratelli.

A tutti il Pontefice rivolge l’invito ad un esame di coscienza finalizzato a tenere fisso lo sguardo su Gesù e a guardarci a vicenda con fiducia e amore.

Nel secondo anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, Francesco ha poi espresso dolore e vicinanza per la popolazione che soffre “un conflitto che sta diventando terribilmente lungo e di cui non si intravede ancora la fine”. Come ogni guerra “non solo sta devastando quella regione d’Europa”, ma scatena attorno a sé “un’ondata globale di paura e odio”.

Quante vittime innocenti, distruzioni e lacrime! Per esse il Papa supplica “che si ritrovi quel po’ di umanità che permetta di creare le condizioni di una soluzione diplomatica alla ricerca di una pace giusta e duratura”, senza dimenticare la Palestina, Israele e i tanti popoli dilaniati dalla guerra, aiutando concretamente chi soffre!

Nel cuore del Pontefice c’è poi la Repubblica Democratica del Congo, con il preoccupante aumento delle violenze nella sua parte orientale, “auspicando la cessazione degli scontri e la ricerca di un dialogo sincero e costruttivo”. Al popolo della Nigeria ha poi espresso la sua vicinanza nella preghiera per i sempre più frequenti rapimenti, auspicando che ci si impegni “affinché il dilagare di questi episodi sia arginato il più possibile.”

L’ondata di freddo intenso,segno del cambiamento climatico, con gravi conseguenze umanitarie, in Mongolia, ha dato l’occasione al Papa di ricordare come la crisi climatica sia un problema sociale globale, “che incide in profondità sulla vita di molti fratelli e sorelle, soprattutto sui più vulnerabili” che chiede “scelte sagge e coraggiose per contribuire alla cura del creato.”

Chiediamoci:

  • Nel cammino della mia vita, tengo gli occhi fissi su Gesù?
  • Quale spazio do al silenzio, alla preghiera, all’adorazione?
  • So farmi prossimo con tutti?
  • Vado in cerca di ogni piccolo raggio della luce di Gesù, che si riflette in me e negli altri?
  • Mi ricordo di ringraziarlo per i suoi benefici?
  • Prego per le vittime innocenti delle guerre e perché si compia il “miracolo” della pace?
  • Mi ricordo di pregare per il Papa?
  • Prego perché ci siano scelte sagge e coraggiose per contribuire alla cura del creato?