Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

17 Luglio 2018

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 15 luglio 2018

* S. Messe nella settimana: (Chiesa Madonna del Rosario)
• Lunedì 16 luglio: ore 18,00
• Martedì 17 luglio: ore 18,00
• Mercoledì 18 luglio: ore 8,30
• Giovedì 19 luglio: ore 18,00
• Venerdì 20 luglio: ore 18,00

* Vespri
• Lunedì 16 luglio (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Estate ragazzi: continua con le sue iniziative
• Mercoledì 21 luglio: confessioni (ore 9,30): prima confessione Lorenzo Rizzi

* Lunedì 16 luglio:
• Festa Madonna del Carmelo (Carmelo Mater Unitatis con Mons. Vescovo, ore 18)

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

17 Luglio 2018

Con l’estate torna SUPERQUARK, lo storico programma di divulgazione scientifica con nuove puntate, (mercoledì, ore 21,15), condotta dal giornalista torinese Piero Angela (quasi novantenne!), insieme a tanti luminari di astrofisica, etologia e scienza che ci hanno affascinato e fatto imparare qualcosa nel corso di oltre 20 anni.
Ma la grande novità di quest’edizione del programma scientifico più famoso della tv italiana non riguarda tanto il piatto principale, quanto più ciò che lo segue, che è un progetto grazie al quale lo stesso Angela riprenderà a suonare il piano, seguendo un’antica passione: “Quest’anno – dice Angela - occuperemo pure la seconda serata! Finito Superquark, inizia Superquark Musica, un viaggio insolito tra gli strumenti musicali. Suonerò sempre un po’, accompagnando lo strumento in questione. Superquark Musica dura cinque puntate. Nelle altre quattro, in seconda serata, proponiamo Superquark Natura con un bel documentario sulla caccia“.
Su Tv 2000 tornano gli appuntamenti con ‘BENEDETTA ECONOMIA !’, il programma (alla domenica, in seconda serata, ore 23,30 circa) che propone una lettura inedita dell’economia dei nostri giorni per scoprire le radici di quella ‘economia dell’esclusione e dell’iniquità’ condannata da Papa Francesco nell’esortazione apostolica ’Evangelii Gaudium’. Condotto da Eugenia Scotti e realizzato con la collaborazione della Scuola di Economia Civile, “Benedetta economia!”, non si limita, all’analisi del presente, ma propone in ogni puntata le storie di chi già oggi, in questo Paese, sta provando a costruire esperienze di lavoro e di vita capaci di coniugare mercato e giustizia, profitti e bene comune, occupazione e solidarietà.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

17 Luglio 2018

Continua ad essere grave e piena di tensioni la situazione in Nicaragua. Infatti prosegue la repressione della protesta contro il governo Ortega. Si è concluso con un bilancio di due morti e diversi feriti l’assedio alla Chiesa della Divina Misericordia di Managua (venerdì 13 luglio), dove circa 200 studenti si erano rifugiati dopo le violenze scoppiate all’Universidad Nacional Autónoma de Nicaragua. Questo episodio, conclusosi grazie anche alla mediazione del nunzio, è solo l’ultimo di una lunga serie nel segno delle proteste contro il governo del presidente Daniel Ortega. Altre 2 persone sono state uccise nella città di Masaya, dove la polizia ha usato armi pesanti contro i manifestanti. Ne riferisce ampiamente nei suoi servizi Vatican news.
Dall’inizio della repressione governativa, il 18 aprile scorso, sarebbero oltre 350 i morti secondo le agenzie umanitarie. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Ortega che è al potere dal 2007 per il terzo mandato consecutivo e governa insieme alla moglie Rosario Murillo, che è vicepresidente.
Il Papa, in questa situazione drammatica, ha incoraggiato i vescovi del Nicaragua “a continuare con il lavoro del dialogo” per arrivare ad una pacificazione e “a stare vicini alla popolazione nella sua sofferenza”. Lo ha ribadito, in un’intervista a TV2000, il card. Leopoldo Brenes (arcivescovo di Managua), che lunedì 9 luglio, mentre stava andando a esprimere la vicinanza della comunità ecclesiale nicaraguense a una parrocchia che negli scontri aveva subìto quattro vittime,.è stato aggredito da attivisti vicini al governo. Con lui sono stati colpiti anche il nunzio mons. Waldemar Stanislaw Sommertag ed il vescovo ausiliare di Managua mons. Silvio Báez,
“Il dialogo - ha detto il card. Brenes - è l’unica forma per arrivare alla pacificazione del Paese”, il Papa ci esorta “a mantenere l’unità della Conferenza episcopale” e offre “la sua preghiera perché noi possiamo continuare la nostra missione”. In questa situazione “umanamente - ha aggiunto il porporato - ci sta avere paura ma l’accompagnamento dei nostri sacerdoti per mezzo della preghiera è per noi una forza costante”. I presuli nicaraguensi in una riunione straordinaria hanno deciso all’unanimità, nonostante la repressione e le aggressioni anti-cattoliche, di continuare a svolgere il servizio di mediatori e testimoni del dialogo nazionale, come chiesto da Papa Francesco.
Intanto, Argentina, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù e Stati Uniti hanno elaborato una bozza di risoluzione in otto punti da far approvare all’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani, per invitare Ortega a stabilire un calendario per tenere nuove elezioni. Ortega ha tuttavia già ribadito che non intendono dimettersi né lui né la moglie e che resterà in carica fino al 2021.
All’agenzia Fides sono pervenute lettere di solidarietà ai presuli nicaraguensi dalle Conferenze episcopali di Argentina, Costa Rica, Panama, Perù e Messico, dove le comunità cattoliche sono unite nella preghiera per sostenere i vescovi del Nicaragua nella ricerca di una soluzione pacifica alla crisi.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

17 Luglio 2018

Lo stile missionario dei cristiani è stato al centro della riflessione del Papa all’Angelus di domenica 15 luglio. Infatti “tutti i battezzati” sono chiamati ad annunciare il Vangelo “nei vari ambienti di vita”, forti solo della parola di Gesù, che è il centro di riferimento del discepolo missionario, in uno stile che si caratterizza per “la povertà di mezzi”.
Gli apostoli non hanno “niente di proprio da annunciare”, ma sono “messaggeri di Gesù”. E l’episodio del Vangelo riguarda “non solo i sacerdoti” perché “tutti i battezzati” sono “chiamati a testimoniare, nei vari ambienti di vita, il Vangelo di Cristo”.
Una missione che “non è un’iniziativa dei singoli fedeli né dei gruppi e nemmeno delle grandi aggregazioni, ma è la missione della Chiesa inseparabilmente unita al suo Signore. Nessun cristiano annuncia il Vangelo ‘in proprio’, ma solo inviato dalla Chiesa che ha ricevuto il mandato da Cristo stesso. È proprio il Battesimo che ci rende missionari. Un battezzato che non sente il bisogno di annunciare il Vangelo, di annunciare Gesù, non è un buon cristiano.”
Il tutto con un equipaggiamento caratterizzato dalla sobrietà: “il Maestro li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, sicuri solo dell’amore di Lui che li invia, forti solo della sua parola che vanno ad annunciare. Il bastone e i sandali sono la dotazione dei pellegrini, perché tali sono i messaggeri del regno di Dio, non manager onnipotenti, non funzionari inamovibili, non divi in tournée.”

Mons. Graziano Cavalli

17 Luglio 2018

CASALE – (gpc) Mons. Graziano Cavalli lo scorso 12 luglio, dopo un soggiorno di qualche settimana in Monferrato, ha fatto ritorno in Neuquen, dove 50 anni fa ha iniziato il suo servizio missionario, partendo da Occimiano, dove era vice parroco (con l’indimenticabile don Alessandro Gatti)
Abbiamo chiacchierato con lui pima della partenza, per la diocesi dove è anche vicario generale e parroco non più a Centenario ma in città, a Neuquen (nella Parrichhia di N.S. di Lourede9.
Due diocesi che sono anche accomunate da un nuovo Pastore. In Neuquen è da poco arrivato il nuovo vescovo Mons. Fernando Martin Croxatto (anch’egli, come il predecessore, figli di migranti di origine italiana, di Genova), succedendo a Mons. Virginio Domingo Bressanelli.
Inevitabilmente il pensiero va alla vocazioni sacerdotali, alla grave crisi vocazionale che stiamo vivendo in diocesi ed in Piemonte.
“In Neuquen – ci dice don Graziano – avremo ad agosto un’ordinazioni presbiterale ed una diaconale verso il sacerdozio; tre seminaristi studiano a Buenos Aires ed altri quattro stanno facendo un cammino di discernimento.”
Certo la situazione sociale in Argentina non è florida, con un tasso alto di disoccupazione; “ci si attendeva molta dal nuovo presidente e dal suo governo, ma la diffusa percezione nell’opinione pubblica è di delusione…”. Continuano ad essere gravi le sacche di povertà, l’economia fa fatica a rialzarsi, persiste la corruzione….
Nella nuova parrocchia in città (N.S. di Lourdes), coadiuvato come sempre da Mariuccia Deambrogio) don Graziano non cura più, come a Centenario, la distribuzione quotidiana della colazione a tanti bambini “ma sono molti i poveri che seguiamo, in situazioni difficili di miseria umana e spirituale…”
Sono giovani in difficoltà economiche, mamme e anziani da aiutare; per questo sono nati laboratori come quello di cucito, per venire incontro alle necessità.
Certo il numero dei sacerdoti è inferiore alle attese e ai bisogni pastorali. In questi ultimi anni sono arrivati come “fidei donum” anche alcuni preti dalla Colombia, che invece ha un numero maggiore di vocazioni in America Latina.
Ci lasciamo con la promessa di una comunione nella preghiera per il ministero pastorale e per le nostre due Chiese particolari.

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Le “Azzurre” occimianesi

17 Luglio 2018

OCCIMIANO – (gpc) Continua la storia delle “Azzurre” occimianesi, il ricostituito gruppo delle majorettes che ebbe grande successo in passato e che si è ricostituito con le giovanissime azzurrine. Domenica scorsa 15 luglio le azzurre e azzurrine (supportate dai familiari per tutto il contorno tecnico e logistico di Occimiano) si sono esibite a Zola Predosa (Bologna) per la loro più lunga trasferta dell’anno.
L’occasione è stata data dalla “Fira d’zola”, la fiera, giunta alla sua 38′edizione c eh ha coinvolto la cittadina emiliana per tre giorni e che domenica ha visto sfilare prima e dopo cena le majorettes. Grande è stato il successo con il pubblico che ha applaudito con stupore ai loro esercizi. Il ben calibrato mix tra veterane e new entry ha colpito la curiosità dei presenti suscitando spontanei riconoscimenti.
Erano presenti Cristina e Danila Parletta , Alba Malvicini, Patrizia Zanasso, Silvana Lupano (per le azzurre senior), Annika, Marilena, Ludovica, Alexandra, Beatrice, Margherita, Chiara (per le azzurrine).
Dopo l’esordio al Natal Nalli per la partita del cuore, a Borgo per la sagra della fragola, a Casale per le donne a Grazzano per la festa del paese, le azzurre augurano buone ferie e danno appuntamento il 26 agosto a Molare e poi a settembre il 1 a Casale per il Calligaris e il 2 a Frassineto.

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I 35 anni della Pro Loco

17 Luglio 2018

OCCIMIANO – (gpc) E sono 35 anni ! Il compleanno della Pro Loco è stato festosamente celebrato nel corso della seconda delle tre serate estiva programmata del sodalizio turistico occimianese. Sabato scorso 14 luglio, con la pioggerellina a che a tratti faceva capolino, erano in molti a riempire la tensostruttura allestita presso l’Antica Corte dei Marchesi Da Passano. L’occasione è stata quella della grigliata mista, una delle specialità più note dei cuochi delle Pro Loco.
A rievocare i 35 anni di storia ci ha pensato la bella mostra (con foto e manifesti, allestita da Monica Deambrosis, per ricordare i tre decenni e mezzo di storia!
Per l’occasione erano presenti alcuni dei presidenti che in questi anni si sono alternati nella guida dell’associazione, fino all’attuale presidente Simone Cia (impegnato con abilità in cucina), a cominciare dalla prima presedente Anna Maria Tassinario (con Alessandro Marchisio come vice), assente per motivi di salute ma che ha inviato un suo messaggio (letto in pubblico dall’attuale vice presidente Gabriella Boccalatte), nel quale rievoca gli anni “ruggenti” della nascita ed il grazie a tante persone che si sono alternate con generosità nelle promozione del paese.
A loro e all’importanza della Pro Loco nella vita della comunità ha anche fatto riferimento nel suo intervento il sindaco Valeria Olivieri.
Ricordiamo gli altri presidenti: luigi Marchisio, Roberto Bergonzo, Franco Barberis, Massimo Sillano (con Antonino Bongiorno vice), Giuseppe Debernardis, Pier Luigi Gaviora (con vice Francesco Perracino e Alfredo De Francisci), Enrico Ortolan (con vice Giuseppe Casalone), Francesco Schintu (con vice Enrico Ortolan) Giorgio Mazzucco (con Enrico Ortolan e Simone Cia, come vice) Simone Cia (con vice Franco Delodi ed ora Gabriella Boccalatte).
A completare ed allietare in musica la festa ci ha pensato l’Orchestra Paola Damì, che cha proposto una serie di pezzi noti e ballabili che hanno coinvolto (tra un tratto di pioggia e l’altro) diverse coppie di ballerini!

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

11 Luglio 2018

PARROCCHIA S. VALERIO - OCCIMIANO
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DOMENICA 8 luglio 2018

* S. Messe nella settimana: (Chiesa Madonna del Rosario)
• Lunedì 9 luglio: - ore 10,00 (esequie def. Ernesto Gasparolo)
- ore 18,00
• Martedì 10 luglio: ore 18,00
• Mercoledì 11 luglio: ore 18,00
• Giovedì 12 luglio: ore 18,00
• Venerdì 13 luglio: ore 18,00

* Vespri
• Lunedì 9 luglio (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Estate ragazzi: continua con le sue iniziative

* Lunedì 16 luglio:
• Festa Madonna del Carmelo (Carmelo Mater Unitatis con Mons. Vescovo, ore 18)

* Gita - Pellegrinaggio a Concesio
• Giovedì 19 luglio: partenza: ore 7,30
• Visita ai luoghi di Paolo VI e nel pomeriggio a Brescia
• Costo: € 20 (a parte il pranzo)

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

11 Luglio 2018

Molti battezzati vivono come se Dio non esistesse. E’ la triste situazione che il Papa constata parlando all’Angelus domenica 8 luglio.
Riflettendo a partire dal Vangelo di Gesù a Nazareth Francesco ha parlato dell’evento “sconcertante di un Dio fatto carne, che pensa con mente d’uomo, lavora e agisce con mani d’uomo, ama con cuore d’uomo, un Dio che fatica, mangia e dorme come uno di noi. Il Figlio di Dio capovolge ogni schema umano: non sono i discepoli che hanno lavato i piedi al Signore, ma è il Signore che ha lavato i piedi ai discepoli. Questo è un motivo di scandalo e di incredulità, non solo in quell’epoca, in ogni epoca, anche oggi.”
Ora il capovolgimento di mentalità portato da Gesù “impegna i suoi discepoli di ieri e di oggi a una verifica personale e comunitaria”, sapendo che anche oggi tanti pregiudizi possono impedire di cogliere la realtà. La grazia di Dio, infatti, ci sorprende, come nel caso di Madre Teresa di Calcutta, “una suorina piccolina (nessuno dava dieci lire per lei) che andava per le strade per prendere i moribondi affinché avessero una morte degna. Questa piccola suorina con la preghiera e con il suo operato ha fatto delle meraviglie! La piccolezza di una donna ha rivoluzionato l’operato della carità nella Chiesa. È un esempio dei nostri giorni.”
Per questo bisogna “aprire il cuore e la mente” per accogliere il divino che ci viene incontro. “Si tratta di avere fede: la mancanza di fede è un ostacolo alla grazia di Dio. Molti battezzati vivono come se Cristo non esistesse: si ripetono i gesti e i segni della fede, ma ad essi non corrisponde una reale adesione alla persona di Gesù e al suo Vangelo. Ogni cristiano - tutti noi, ognuno di noi, è chiamato ad approfondire questa appartenenza fondamentale, cercando di testimoniarla con una coerente condotta di vita, il cui filo conduttore sempre sarà la carità.”

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

11 Luglio 2018

Sembra che la parola “fine” alla guerra tra Etiopia ed Eritrea sia realtà. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta diffusa dai due governi il 9 luglio, in seguito alla visita, senza precedenti, ad Asmara del neo primo ministro etiopico Abiy Ahmed. Nel testo (come riferisce l’agenzia sir ed il sito www.dire.it), rilanciato dal ministro dell’Informazione eritreo Yamane Meskel, si parla dell’inizio di “una nuova era di pace e amicizia”. La dichiarazione pone fine a 20 anni di conflitto e di interruzione delle relazioni diplomatiche; infatti Etiopia ed Eritrea sono rimaste formalmente in uno stato di guerra sin dal conflitto frontaliero combattuto tra il 1998 e il 2000. Si esprime così la volontà di “entrambi i Paesi” a lavorare “per promuovere una stretta cooperazione politica, economica, sociale e culturale”.
Nella capitale eritrea la gente è scesa festante in strada, segno evidente di sete di pace e “del desiderio della gente – commenta al Sir don Mussie Zerai, sacerdote eritreo fondatore e presidente dell’ong Habeshia - di mettere fine a questa situazione di tensione, un clima fatto di non guerra e non pace, che ha diviso due popoli tra loro vicini e fratelli”. Lo storico abbraccio del primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ad Asmara, con il presidente Isaias Afwerki, segue di alcuni giorni un’analoga missione di una delegazione eritrea ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia. “La visita del primo ministro etiope – dice Zerai – è sicuramente un fatto positivo, ma il lavoro da fare è lungo perché ci sono molte ferite e sofferenze da curare. La gioia vista ieri mi ricorda quella per l’indipendenza, ma la storia ci ha insegnato ad essere prudenti, a verificare i fatti compiuti e a non avere fretta (…) La speranza è che questa nuova stagione inneschi un cambiamento politico interno che restituisca libertà, diritti, e dignità al popolo eritreo. Ma per questo servirà un lungo lavoro di riconciliazione”.
Gian Paolo Cassano