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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

7 Aprile 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 5 aprile 2020

* In ottemperanza al Decreto ministeriale e alle disposizioni dei Vescovi:
• E’ sospesa ogni attività pastorale, riunione o altro e celebrazioni liturgiche pubbliche. I funerali svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero.
• Rimangono aperte le chiese per la preghiera personale.
• La S. Messa sarà celebrata senza il popolo

* Settimana Santa - Pasqua:
• Lunedì S. 6 aprile: S. Messa ore 10,00
• Martedì S. 7 aprile: S. Messa ore 10,00
• Mercoledì S. 8 aprile: S. Messa ore 18,00 (per tutti i sacerdoti, in comunione con il Vescovo e parroci celebrando alla stessa ora)
• Giovedì S. 9 aprile: ore 17,00 (S. Messa in Coena Domini)
• Venerdì S. 10 aprile: ore 15,00 Liturgia della Passione
• Sabato 11 aprile: Veglia pasquale: ore 21,00
• Pasqua 12 aprile: S. Messa ore 11,00
• Lunedì dell’Angelo 13 aprile: S. Messa ore 10,00

* Confessioni pasquali:
• Singole Confessione: sempre possibili
• Confessioni generali: appena sarà possibile

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “Perché possiamo “utilizzare al meglio questo tempo”, essendo generosi, aiutando “chi ha bisogno nelle nostre vicinanze” e “per quanti sono provati in Italia e nel mondo” vivendo “la creatività dell’amore.”

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

7 Aprile 2020

Nell’ambito della storica collaborazione tra Rai e Scala, l’opera arriva anche in Tv, su Rai5, sempre con cadenza quotidiana, dal 6 aprile e per quattro settimane. Dal lunedì al venerdì alle 10 del mattino andrà in onda un titolo ogni giorno, con l’eccezione del mercoledì, quando all’offerta mattutina si aggiungerà uno spettacolo serale, in onda alle 21.15. Ad esempio giovedì 9 aprile “Die entführing aus dem serail (Il ratto dal serraglio)” di Mozart nel leggendario allestimento di Giorgio Strehler diretto da Zubin Mehta e venerdì 10 aprile con Nabucco di Giuseppe Verdi, diretto da Nicola Luisotti con la regia di Daniele Abbado.
Su Rai uno venerdì santo 10 aprile segnaliamo lo speciale “A Sua immagine” (ore 14,10) e lo Speciale “Porta a porta” (ore 20,30) cui seguirà la Via crucis del Papa (ore 21,15), trasmessa anche da Tv 2000 che trasmetterà anche la Veglia pasquale da Sn Pietro (sabato 11 aprile, ore 20,30) e la S.Messa di Pasqua con la benedizione Urbi et orbi domenica 12 aprile (anche su Rai uno).
Tv 2000 sabato 11 aprile (ore 15.46) trasmette “Segreti i misteri della storia – Dentro la Sindone”, una puntata speciale di Segreti condotta da Cesare Bocci che racconta la storia del Santo Sudario custodito nel duomo di Torino. Il programma di approfondimento descrive la storia del sacro lenzuolo utilizzato per coprire il corpo di Gesù nel Sepolcro. Alle 15,43 ci sarà in diretta la trasmissione dell’Ostensione straordinaria della S.Sindone dalla Cattedrale di Torino, guidata dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

7 Aprile 2020

La Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) del Brasile ha firmato lo scorso 2 aprile, assieme ad altre 115 istituzioni, un documento con proposte di prevenzione e assistenza alle popolazioni dell’Amazzonia di fronte al dilagare della pandemia da Coronavirus, che si teme possa decimare queste popolazioni che attualmente contano in tutto circa 850.000 persone. Giovedì 2 aprile infatti il governo brasiliano ha annunciato il primo caso di contagio tra i Kokama che vivono in un villaggio nel distretto di Sant’Antonio do I, vicino al confine con la Colombia.
La proposta (come riferisce Vatican news), promossa dal Forum Nazionale Permanente di Difesa dell’Amazzonia, è di allertare il potere pubblico federale sulla necessità di misure di emergenza per la prevenzione e l’assistenza nella lotta contro questo virus nei territori delle popolazioni amazzoniche. Tra le misure proposte, una fitta campagna di prevenzione che vada dal supporto alle iniziative di prevenzione locali fino alla produzione e diffusione di contenuti da parte di organizzazioni locali; cui unire un lavoro di assistenza ed eventuale gestione dell’emergenza attraverso un comitato virtuale, coordinato dalla Casa Civile della Presidenza della Repubblica, con partecipazione interministeriale e organizzazioni nazionali rappresentative delle popolazioni indigene, con la funzione di proporre e gestire l’attuazione di misure, politiche e programmi a favore di queste popolazioni. Si propone, inoltre, di spostare le équipe sanitarie nelle località per evitare lo spostamento di queste popolazioni in città; si chiede inoltre di dotare le terapie intensive che servono le aree più remote di attrezzature di base e respiratori, nonché di operatori sanitari in grado di gestire eventuali situazioni di emergenza. Inoltre si propone anche la sospensione delle bollette dell’energia elettrica mentre persiste la pandemia.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

7 Aprile 2020

Mercoledì 1 aprile, all’Udienza generale in streaming nella Biblioteca del Palazzo Apostolico (per le misure di contrasto alla pandemia da coronavirus), il Papa ha riflettuto sulla sesta Beatitudine (sulla purezza del cuore come condizione per vedere Dio). Cercare il suo volto significa desiderare una relazione personale, come nel caso di Giobbe. “Questo è il cammino della vita, nei nostri rapporti con Dio. Conosciamo Dio per sentito dire, ma con la nostra esperienza andiamo avanti, avanti, avanti e alla fine lo conosciamo direttamente, se siamo fedeli … E questa è la maturità dello Spirito.” Come per i discepoli di Emmaus, l’origine della “cecità” è un cuore stolto e lento; così “si vedono le cose come annuvolate”. Infatti “per poter contemplare è necessario entrare dentro di noi e far spazio a Dio, perché, come dice S. Agostino, ‘Dio è più intimo a me di me stesso’ (‘interior intimo meo’ [Confessioni, III,6,11]). Per vedere Dio non serve cambiare occhiali o punto di osservazione, o cambiare autori teologici che insegnino il cammino: bisogna liberare il cuore dai suoi inganni! (…) Questa è una maturazione decisiva: quando ci rendiamo conto che il nostro peggior nemico, spesso, è nascosto nel nostro cuore. La battaglia più nobile è quella contro gli inganni interiori che generano i nostri peccati. Perché i peccati cambiano la visione interiore, cambiano la valutazione delle cose, ti fanno vedere cose che non sono vere, o almeno che non sono così vere.” Richiamando alla concezione biblica del cuore, che non consiste solo nei sentimenti ma nel “luogo più intimo dell’essere umano”, ha spiegato come il puro di cuore sia una persona che vive alla presenza del Signore e possiede una vita “unificata”, lineare e non tortuosa, frutto di un processo che implica “una liberazione e una rinuncia”. Egli “non nasce tale”, ma ha imparato a “rinnegare in sé il male”, (la “circoncisione del cuore” biblica), cioè di una purificazione interiore che implica il riconoscimento di quella parte del cuore che è sotto l’influsso del male per imparare invece a farsi condurre dallo Spirito Santo e, attraverso questo cammino del cuore, arrivare a “vedere Dio”. C’è poi una dimensione futura, la gioia del Regno dei Cieli, ma anche un’altra che ci fa “intendere i disegni della Provvidenza in quel che ci accade, riconoscere la sua presenza nei Sacramenti, la sua presenza nei fratelli, soprattutto poveri e sofferenti, e riconoscerlo dove Lui si manifesta.” Così, nel solco delle Beatitudini, inizia un camino di liberazione che dura tutta la vita: “non abbiamo paura, apriamo le porte del nostro cuore allo Spirito Santo perché ci purifichi e ci porti avanti in questo cammino verso la gioia piena”.
Domenica 5 aprile, (Le Palme), in una Basilica Vaticana che impressiona per i grandi spazi vuoti, il Papa ha ricordato quello che stiamo vivendo, e che tiene oggi anche i giovani, lontano da lui, “ci spinge a non perderci in cose di poco conto”. Di qui l’invito a stare davanti al Crocifisso, chiedendo “la grazia di vivere per servire”. E ai giovani il Papa indica i veri eroi, quelli che in questi giorni stanno accanto ai malati di Covid-19, “quelli che danno sé stessi per servire gli altri”, incoraggiandoli a non avere paura di spendere la vita “per Dio e per gli altri: ci guadagnerete!”. Ora “Dio ci ha salvato servendoci. In genere pensiamo di essere noi a servire Dio. No, è Lui che ci ha serviti gratuitamente, perché ci ha amati per primo. È difficile amare senza essere amati. Ed è ancora più difficile servire se non ci lasciamo servire da Dio.” Lo ha fatto “lasciando che il nostro male si accanisse su di Lui. Senza reagire, solo con l’umiltà, la pazienza e l’obbedienza del servo, esclusivamente con la forza dell’amore.” In questo suo servizio a noi, il Signore è arrivato “fino a provare le situazioni più dolorose per chi ama: il tradimento e l’abbandono”. Il Pontefice ha poi invitato a guardarci dentro, per vedere le nostre infedeltà, le nostre “falsità, ipocrisie e doppiezze”, le tante “buone intenzioni tradite”, le “promesse non mantenute”, i “propositi lasciati svanire”. Il Signore “conosce il nostro cuore meglio di noi, sa quanto siamo deboli e incostanti, quante volte cadiamo, quanta fatica facciamo a rialzarci e quant’è difficile guarire certe ferite”. E per servirci ci guarisce dalle nostre fedeltà, amandoci profondamente.
All’Angelus, ha inviato un messaggio ai giovani, nella Giornata a loro dedicata, anche se difficilmente celebrata pubblicamente a causa della pandemia. Ha inviato così a “coltivare e testimoniare la speranza, la generosità, la solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno in questo tempo difficile”. I giovani “vivono in maniera inedita, a livello diocesano, l’odierna Giornata Mondiale della Gioventù”. Oggi “era previsto il passaggio della Croce dai giovani di Panamá a quelli di Lisbona”, ma “questo gesto così suggestivo è rinviato alla domenica di Cristo Re, il 22 novembre prossimo”. Il riferimento però è alla Pasqua, incoraggiando ad incamminarsi “con fede nella Settimana Santa nella quale Gesù soffre, muore e risorge”, stringendosi “spiritualmente ai malati, ai loro familiari e a quanti li curano con abnegazione; preghiamo per i defunti, nella luce della fede pasquale. Ciascuno è presente al nostro cuore, al nostro ricordo, alla nostra preghiera.” L’invito, è in mancanza della partecipazione diretta alle celebrazioni liturgiche, è a “raccogliersi in preghiera in casa, aiutati anche dai mezzi tecnologici”. Così ad imparare da Maria “il silenzio interiore, lo sguardo del cuore, la fede amorosa per seguire Gesù sulla via della croce, che conduce alla gloria della Risurrezione. Lei cammina con noi e sostiene la nostra speranza.”

LA CHIESA NEL MONDO Le notizie ecclesiali della settimana a cura di Gian Paolo Cassano

7 Aprile 2020

RELIGIONS FOR PEACE
I leader e i rappresentanti di diverse tradizioni religiose hanno aderito mercoledì 1 aprile, all’iniziativa spirituale di Religions for peace il movimento internazionale che conta tra i propri partner più di 900 rappresentanti di diverse tradizioni religiose. E’ un momento di raccoglimento virtuale per invocare la fine della pandemia, un momento spirituale di umanità condivisa, per invocare salute, compassione e forza nel pieno dell’emergenza Coronavirus in tutto il mondo. Alle 15.00 leader cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, zoroastriani ed esponenti della società civile si sono uniti, ciascuno dalla propria residenza, attraverso il sito www.rfp.org, coinvolgendo città come Lima, New York, Londra, Beirut, Tokyo e non solo.
COLLETTA TERRA SANTA
CITTA’ DEL VATICANO - La Colletta per la Terra Santa,, normalmente celebrata il venerdì santo, a causa dell’emergenza coronavirus, è stata spostata al 13 settembre. La nuova data è un segno di solidarietà verso le comunità cristiane del Medio Oriente e le loro strutture, come gli ospedali e le scuole. Senza gli aiuti raccolti il Venerdì Santo, e con la pandemia a peggiorare la situazione, sarebbero in grave sofferenza.
SITUAZIONE CALAMITOSA IN EQUADOR
QUITO - “Calamitosa.” Così descrive a Vatican news la situazione a Guayaquil padre José Barranco, missionario comboniano con sede in Ecuador, la nazione latino-americana più colpita dal coronavirus. Questa città portuale di 2,3 milioni di abitanti ospita quasi la metà degli oltre 2.700 casi positivi di Covid-19 in tutto il paese, il che ha innescato una doppia emergenza sanitaria. Innanzitutto, perché il sistema è crollato, ma anche perché i morti, con o senza bara, si sono accumulati in case e strade in attesa di essere portati in cimitero.
VIDEOMESSAGGIO DEL PAPA
CITTA’ DEL VATICANO - “Dite a chi soffre che il Papa è vicino e prega perché il Signore ci liberi presto dal male”. E’ ciò che ha detto il Pontefice nel videomessaggio inviato venerdì 3 aprile per la Settimana Santa. Parlando a tutti con tenerezza, ha esortato alla speranza e ad usare con “generosità” il tempo della distanza imposto alla pandemia. Francesco è entrato nelle case della gente sottovoce, dolcemente e come a non voler disturbare, chiedendo il permesso di conversare con quanti sono stretti nella morsa di questo periodo di sofferenza e isolamento: con le mamme e i papà, i bimbi, ai quali il coronavirus ha rubato spensieratezza e vivacità, con i giovani, gli anziani, i malati, e tutte quelle famiglie che convivono col dolore del lutto.
CORONAVIRUS IN AFRICA
Due esempi di come stia vivendo la Chiesa africana l’emergenza coronavirus. In Nigeria i vescovi hanno chiesto una particolare attenzione e cura per i poveri, preoccupati per le conseguenze sui più disagiati delle misure decise dal Governo per frenare la diffusione del coronavirus. “Ogni diocesi dovrebbe trovare il modo migliore per aiutare coloro le cui attività o fonti di reddito sono state colpite dalle misure restrittive. – ha detto Mons. Augustine Obiora Akubeze, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici della Nigeria (CBCN) e arcivescovo di Benin City – La sofferenza della nostra gente dovrebbe ispirarci ad agire per amore”. Così in Costa d’Avorio il presidente della Conferenza episcopale mons. Ignatius Bessi, vescovo di Katiola invita alla solidarietà per far fronte a questo preoccupante momento dovuto all’emergenza coronavirus. Ai fedeli il presule chiede di rispettare rigorosamente le misure disposte per contenere la diffusione del coronavirus per non contaminare gli altri. Solo la solidarietà, la ricerca di una soluzione senza calcolare interessi particolari e la preghiera conclude monsignor Bessi “ci renderà presto vittoriosi in questa pandemia”.

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Uova di Pasqua

7 Aprile 2020

OCCIMIANO - (gpc) Si moltiplicano le iniziative per sostenere la popolazione in questo periodo di covid 19. Così lo scorso venerdì 3 aprile (dalla Protezione Civile con l’ausilio di alcuni volontari) sono state consegnate le mascherine a tutte le famiglie residenti nel Comune, presso tutti i domicili. L’acquisto di questi dispositivi è stato possibile anche grazie al prezioso contributo della Fondazione Ernesto e Carla Rota e della Pro Loco.
In questa occasione l’Amministrazione ha fatto pervenire un uovo di Pasqua a tutti i bambini occimianesi fino ai 10 anni: è un piccolo omaggio, nella speranza “di rendere – commenta il sindaco su facebook il sindaco Valeria Olivieri - un po’ più dolce una Pasqua tanto particolare per tutti noi”.
Per questo l’amministrazione comunale esprime il proprio ringraziamento va al Comune di Casale Monferrato, in particolare al Sindaco Federico Riboldi e al coordinatore della Protezione Civile Enzo Amich che hanno messo a disposizione la prima fornitura di mascherine, consegnate in primis agli over 65 anni e alle persone affette da patologie, e per gli dispositivi per le successive distribuzioni.
“Ricordo che è possibile – aggiunge il sindaco - contattare i negozi di alimentari e la farmacia per la consegna di spesa e medicinali” e che “l’emergenza sanitaria per il Covid-19 continua”, rinnovando “l’invito di cuore a restare a casa, uscendo solo per gli spostamenti strettamente necessari e non rimandabili: per qualsiasi dubbio o necessità, non esitate a contattare il numero 335 8149190”.

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Domenica delle Palme

7 Aprile 2020

OCCIMIANO – (gpc) In occasione della Domenica delle Palme, lo scorso 5 aprile, le catechiste hanno chiesto ai bambini di realizzare un ramo d’ulivo fatto in casa, seguendo un mio video-tutorial, postato su facebook (nella pagina delle Parrocchia e ripresa anche in quella del Comune). Le foglie sono state fatte disegnando il contorno delle loro mani sulla carta verde e ritagliandole; le hanno poi arrotolate attorno ad un rametto del loro cortile. Infine hanno inviato le fotografie con il ramo fatto in casa. Al termine della S. Messa domenica la campane hanno suonato a distesa ed i bambini sono inviati ad agitare i loro “ulivi”.
Questa sera condividiamo il bellissimo video realizzato dalle catechiste della nostra Parrocchia. Anche loro sono Un modo per essere sempre vicini ai bambini, aiutandoli a vivere questo particolare periodo in modo sereno e attraverso spunti e riflessioni.

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Morto Teresio Debernardis

7 Aprile 2020

OCCIMIANO (gpc) – Vasto cordoglio ha suscitato in paese la morte di Teresio Debernardis (martedì 31 marzo), la cui famiglia è molto conosciuta e radicata nelle tradizioni del paese.
La sua è stata anche una vita di lavoro, sia nell’azienda di maglieria gestita dalle zie a Genova, in cui ha lavorato per una ventina d’anni, sia nell’azienda agricola che ha condotto fino a quando la salute glielo ha permesso. Si è anche impegnato nel servizio alla comunità ricoprendo anche la carica di consigliere comunale.
In questi ultimi anni, a causa della malattia era stato costretto a restare in casa, sempre amorevolmente assistito dalla moglie Marisa Musso che ha condiviso con lui 52 anni di matrimonio.
Cordoglio ed unione nella preghiera anche da parte dell’Oftal di cui Teresio era presidente emerito, avendo ricoperto la carica di presidente diocesano tra gli anni Settanta ed Ottanta. Si era avvicinato all’associazione anche grazie al fratello don Giuseppe (indimenticabile parroco dell’Addolorato (morto prematuramente a soli 45 anni, a causa di una leucemia fulminante) servendo i malati con 25 pellegrinaggi a Lourdes, a cui ha partecipato come barelliere. Poi è toccato a lui condividere il tempo della malattia (in questi ultimi anni) che lo hanno sempre più impossibilitato a muoversi e subendo una serie di interventi, sempre vissuti con fede e forza d’animo che sapeva infondere a chi gli era vicino, Posso testimoniare che, quando mi capitava di passare a trovarlo, sono sempre stato edificato della sua testimonianza cristiana.
A causa delle attuali restrizioni di legge a causa dell’epidemia del covid 19, la salma è stata benedetta in forma privata al Cimitero di Occimiano giovedì 2 aprile, nella tomba di famiglia, accanto ai fratelli don Giuseppe, Marco ed Ernesto, titolare dello storico forno aperto dal nonno Luigi nel 1859. Ci uniamo ai lettori nel porgere le condoglianze ai familiari, la moglie Marisa, i figli Giuseppe (con Patrizia), Francesca (con Eugenio) e Rosella (con Davide), e gli affezionati nipoti (Francesco, Vittoria, Giacomo, Mattia).

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

31 Marzo 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 29 marzo 2020

* In ottemperanza al Decreto ministeriale e alle disposizioni dei Vescovi:
• E’ sospesa ogni attività pastorale, riunione o altro e celebrazioni liturgiche pubbliche. I funerali svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero.
• Rimangono aperte le chiese per la preghiera personale.
• Nei giorni feriali la S. Messa sarà celebrata senza il popolo alle 10. Le campane suoneranno invitando ad unirsi alla preghiera da casa.
• Alla domenica senza il popolo alle ore 11.

* Per la domenica delle Palme
• Pur non potendo celebrare la S.Messa con il popolo, celebrerò e benedirò gli ulivi che rimarranno in Chiesa (anche già imbustati).

* Devozione delle “tre Ave Maria”
In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “Per chi in questo tempo è provato dalla fatica, dagli operatori sanitari alle famiglie alle prese con problematiche di lavoro e convivenza forzata, fino agli anziani isolati per tutelarne la salute, perché non ci si perda d’animo ma si confidi sempre in Dio che è Padre”.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

31 Marzo 2020

L’emergenza covid 19 deve imporre al mondo una solidarietà tra i popoli e unità d’intenti; così deve finire subito il tempo delle guerre. E’ l’appello che il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato per un “cessate il fuoco generalizzato e immediato, in tutto il mondo” lo scorso 21 marzo. Ciò al fine di proteggere l’umanità di fronte alla “furia del Covid-19” e in particolari i civili: i più vulnerabili in caso di conflitti armati. “La violenza con la quale il coronavirus si abbatte su di noi – ha aggiunto Guterres - mostra quanto sia folle farsi la guerra in questo momento. Deponete le armi, è l’ora di lasciare i conflitti dietro di noi e di concentrarci sulla vera battaglia comune. Fate tacere i cannoni e bloccate i bombardamenti aerei”. Un invito anche a sospendere le sanzioni economiche imposte ad alcune nazioni del mondo (Iran, Corea del Nord, Cuba, Venezuela e Zimbabwe….), perché l’impatto di tali misure – già molto pesante – potrebbe diventare devastante a causa del coronavirus. Un appello che nessuno, a partire dagli altri funzionari dell’Onu, pensava venisse accolto. E invece nelle Filippine, in Siria, in Camerun, nello Yemen e in molti altri paesi è stato trovato un accordo tra le fazioni in campo nei conflitti. A riferirlo sono i rappresentati delle Nazioni Unite nei paesi in guerra. Ad esempio Martin Griffiths, emissario nello Yemen, un paese dove si combatte quasi ininterrottamente da cinque anni, i ribelli houthi e il governo yemenita hanno annunciato una tregua. Lo stesso è accaduto in Camerun e nelle Filippine. In Siria, le forze democratiche si sono dette disponibili a fermare ogni azioni militare, così come richiesto da Guterres, ma è ancora attesa la risposta dello stato islamico e degli altri protagonisti del conflitto.
All’appello di Guterres si è unito domenica all’Angelus il Papa, associandosi “a quanti hanno accolto questo appello” ed invitando “tutti a darvi seguito fermando ogni forma di ostilità bellica, favorendo la creazione di corridoi per l’aiuto umanitario, l’apertura alla diplomazia, l’attenzione a chi si trova in situazione di più grande vulnerabilità.” Il Papa ha auspicato che l’impegno “congiunto” contro la pandemia possa portare tutti a riconoscere “il nostro bisogno di rafforzare i legami fraterni come membri di un’unica famiglia” e che “susciti nei responsabili delle Nazioni e nelle altre parti in causa un rinnovato impegno al superamento delle rivalità. I conflitti non si risolvono attraverso la guerra! È necessario superare gli antagonismi e i contrasti, mediante il dialogo e una costruttiva ricerca della pace.”