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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

13 Gennaio 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 12 gennaio 2020

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 13 gennaio: ore 18,00
• Martedì 14 gennaio: ore 18,00
• Mercoledì 15 gennaio: ore 18,00
• Giovedì 16 gennaio: ore 18,00
• Venerdì 17 gennaio: ore 18,00

* Preghiera per l’unità dei cristiani
• 18-25 gennaio: Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani
• Sabato 25 gennaio: Preghiera ecumenica diocesana (Casale, S. Stefano, ore 18,00)

* San Valerio 2020
• Triduo di preparazione: 19 (ore 10,30), 20 (ore 18,00) e 21 gennaio
• Martedì 21 gennaio: - ore 17,15: Processione dalla casa di riposo
- ore 17,30: Primi vespri
- ore 18,00: S.Messa
• Mercoledì 22 gennaio:
- S. Messa solenne: ore 18,00 (presieduta da Mons. Dino Negro)
- Benedizione delle spighe di grano e delle spighe di San Valerio
- Quadri di San Valerio
- Consegna spiga d’argento
- Offerta germi di grano
- Esposizione collezione occimianesi
- Presenza dei Cavalieri dell’Ordine S.S. Maurizio e Lazzaro

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “perché possiamo accogliere il nuovo anno civile come opportunità per testimoniare la nostra fede in ogni ambiente e situazione di vita” (Vescovi italiani all’ADP-RMPP)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

13 Gennaio 2020

Rimane sempre delicata la situazione in America latina. Sono mesi carichi di tensione e pieni di stravolgimenti, dal Brasile al Cile, dall’Argentina alla Bolivia fino al Venezuela: cambi di governo, leader politici in esilio o scarcerati, ondate di proteste e ribellioni sedate con violenza dai governi, economie al collasso e una sempre maggiore incertezza. Quasi tutte le rivolte in questi Paesi hanno un unico denominatore comune, ovvero la crisi economica, ingigantita dall’eccesso di neoliberismo (Argentina, Cile, Ecuador) e dall’instabilità politica accelerata, oltre che caotica e in alcuni casi violenta, che stanno vivendo i Paesi membri dell’asse bolivariano (Venezuela, Bolivia, Nicaragua).
In quest’ultima nazione la Chiesa invoca elezioni libere ed eque, come si legge in un messaggio della Commissione Giustizia e Pace dell’arcidiocesi di Managua (capitale del Nicaragua). Si invoca un cambiamento di mentalità per rispondere alla grave crisi politica che attanaglia il Paese, con un ritorno alla legalità e alla Costituzione. Nel messaggio (come riferisce Vatican news) si delinea la strada da percorrere dinanzi ad un clima di “paura, coercizione, continue minacce, atti di violenza”. Si chiede la nascita di “un nuovo e imparziale Consiglio supremo elettorale, una profonda riforma della legge elettorale, l’aggiornamento delle liste, il voto dei cittadini all’estero e la supervisione da parte di organismi internazionali”. “Abbiamo – prosegue il messaggio - il coraggio di cambiare, di assumere una nuova mentalità segnata da valori umani e cristiani”. Un cambiamento di mentalità invocato soprattutto dai giovani. Il Nicaragua, da quasi due anni sta attraversando una grave crisi che ha provocato numerose vittime: 328 morti secondo la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH), ben 651 per le organizzazioni locali, 200 per il governo, oltre a molti scomparsi tra gli oppositori del presidente Daniel Ortega.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

13 Gennaio 2020

Torna al sabato su Rai tre alle 18,10 “PER UN PUGNO DI LIBRI”, il programma che invita i giovani studenti delle scuole superiori a scoprire i piaceri della lettura ricomincia. Arrivata alla sua diciannovesima edizione, la trasmissione conferma Geppi Cucciari alla conduzione insieme al giornalista, scrittore e critico letterario Piero Dorfles, che accompagna i giovani concorrenti in questo avvincente viaggio nel mondo della letteratura attraverso alcuni capolavori che rappresentano il nostro immaginario. Nella prima puntata (sabato 19) si sfideranno una classe del Liceo Copernico di Verona e una del Liceo Vittorio De Capraris di Atripalda, in provincia di Avellino su Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, capolavoro della fantascienza distopica che fa riflettere sull’importanza della cultura nella nostra società.
Su Iris venerdì 17 gennaio (ore 9,30) segnaliamo GRAN TORINO, il complesso ritratto, in pieno stile Eastwood, di un uomo che ha fatto dell’odio verso i diversi la sua ragione di vita. Un film dove il contenuto etico viene sempre rafforzato dall’estetica della forma. E in una corposa e vasta filmografia, Gran Torino si può a buon diritto annoverare tra i suoi capolavori.
Su Tv 2000 torna al mercoledì (ore 21,05) “BEATI VOI”, il programma di approfondimento giunto alla sesta stagione, quest’anno dedicato ai Dieci Comandamenti. Per ogni puntata, oltre alle testimonianze di persone comuni la cui storia personale rende concreto un aspetto dei Comandamenti, la testimonianza di una personalità di rilievo del panorama culturale italiano – scrittori, filosofi, artisti, non credenti o laici – per un confronto ricco di spunti di riflessione per i telespettatori.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

13 Gennaio 2020

Mercoledì 8 gennaio, all’Udienza generale, il Papa, ha continuato a riflettere sugli Atti degli apostoli, che sono da leggere perché così si vede “come il Vangelo, con la forza dello Spirito Santo, arriva a tutti i popoli, si fa universale;” in questa occasione si è fermato a commentare il naufragio di Paolo a Malta, esempio di come vivere la prova avendo fiducia in Cristo. Di qui la preghiera al Signore “di aiutarci a vivere ogni prova sostenuti dall’energia della fede; e ad essere sensibili ai tanti naufraghi della storia che approdano esausti sulle nostre coste, perché anche noi sappiamo accoglierli con quell’amore fraterno che viene dall’incontro con Gesù. È questo che salva dal gelo dell’indifferenza e della disumanità.” L’annuncio del Vangelo passa nel superamento della prova. “Il naufragio da situazione di disgrazia, si muta in opportunità provvidenziale”. L’approdo a Malta segna un cambio, con la generosa accoglienza dei maltesi “che assicurano ai naufraghi un po’ di calore e di sollievo”, con Paolo, che “da vero discepolo di Cristo, si mette a servizio per alimentare il fuoco con alcuni rami che prende”, venendo improvvisamente morso da una vipera, che non reca però a lui alcun danno, tra lo stupore dei presenti. ”Dice la storia che da quel momento non ci sono vipere a Malta: questa è la benedizione di Dio per l’accoglienza di questo popolo tanto buono”. Da quel momento “il soggiorno a Malta diventa per Paolo l’occasione propizia per dare ‘carne’ alla parola che annuncia ed esercitare così un ministero di compassione nella guarigione dei malati”. Infatti “quando un credente fa esperienza della salvezza non la trattiene per sé, ma la mette in circolo. «Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza di verità e di bellezza cerca per sé stessa la sua espansione, e ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilità davanti alle necessità degli altri» (Evangelii gaudium, 9). Un cristiano ‘provato’ può farsi di certo più vicino a chi soffre e rendere il suo cuore aperto e sensibile alla solidarietà verso gli altri.” Anche in mezzo “ad apparenti fallimenti”, Dio può agire in ogni circostanza perché “chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo”.
Al termine, Francesco ha chiesto ai fedeli di ricordarsi la data del Battesimo, un pensiero a lui particolarmente caro: ”sicuramente noi sappiamo la data del compleanno, la data della nascita; ma quanti di voi sanno la data del battesimo? Pochi … va bene. Ma siccome non si festeggia, si dimentica. Per fare un compito a casa: domandate ai genitori, ai nonni, agli zii, agli amici: ‘Quando sono stato battezzato? Quando sono stata battezzata?’, e portare sempre quella data del battesimo nel cuore per ringraziare il Signore della grazia del battesimo.”
Richiesta su cui è tornato all’Angelus domenica 12 gennaio, nella festa del Battesimo del Signore, perché questo “è un dovere di giustizia verso il Signore che è stato tanto buono con noi”. In precedenza, nella Cappella Sistina, come ogni anno, aveva celebrato la S. Messa durante la quale ha amministrato il Battesimo a 32 neonati (17 bambini e 15 bambine), ricordando che “battezzare un figlio è un atto di giustizia, per lui, (…) perché noi nel Battesimo gli diamo un tesoro (…) un pegno: lo Spirito Santo. Il bambino esce con la forza dello Spirito dentro: lo Spirito che lo difenderà, lo aiuterà, durante tutta la vita. Per questo è così importante battezzarli da bambini perché crescano con la forza dello Spirito Santo. (…) Curate che crescano con la luce, con la forza dello Spirito Santo, così la catechesi, l’aiuto, l’insegnamento, gli esempi che voi darete in casa vostra.”
Nella preghiera mariana di mezzogiorno ha evidenziato che come Gesù “è il Figlio amato del Padre”, anche noi “rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, sappiamo di essere figli amati” e “fratelli di tanti altri fratelli, investiti di una grande missione per testimoniare e annunziare a tutti gli uomini l’amore sconfinato del Padre”. Certo il Messia “non ha bisogno di essere purificato” perché è Lui che purifica, e la Sua decisione di ricevere il Sacramento sorprende il Battista: “ma Dio è il Santo, le sue vie non sono le nostre, è Gesù è la Via di Dio, una via imprevedibile.” Se la distanza fra l’uomo e Gesù era “abissale, incolmabile (…) il Figlio di Dio è venuto proprio per colmare la distanza fra l’uomo e Dio”. Egli “è tutto dalla parte di Dio”, ma “è anche tutto dalla parte dell’uomo, e riunisce ciò che era diviso”. La sua è “la via dell’obbedienza filiale e della solidarietà con l’uomo fragile e peccatore. È la via dell’umiltà e della piena vicinanza di Dio ai suoi figli.” Un atteggiamento mite, semplice, rispettoso, “della moderazione e del nascondimento”, che è “richiesto anche oggi ai discepoli del Signore”, che molto spesso invece si vantano. “Non è un buon discepolo quello che si pavoneggia. Il buon discepolo è l’umile, il mite, quello che fa bene senza farsi vedere. Nell’azione missionaria, la comunità cristiana è chiamata ad andare incontro agli altri sempre proponendo e non imponendo, dando testimonianza, condividendo la vita concreta della gente.”
Gian Paolo Cassano

L’Officina meccanica occimianese (Of.Me.Oc) di Pier Luigi Gaviora

13 Gennaio 2020

OCCIMIANO (gpc) - L’Officina meccanica occimianese (Of.Me.Oc) ha chiuso i battenti lo scorso 31 dicembre, dopo oltre quarant’anni di attività. La ditta, in via Circonvallazione (all’ingresso del paese provenendo da Alessandria) è stata un punto riferimento per i tantissimi gli agricoltori (e non solo) del paese e dei Comuni limitrofi che in questi anni hanno usufruito dei suoi servizi. “Era il 1977 quando ho iniziato - racconta il titolare Pier Luigi Gaviora - trasformando il capannone di materiale edile di mio suocero Osvaldo Amisano in un’attività di riparazione di macchine agricole”. In oltre quarant’anni, l‘Officina è stato un luogo di ritrovo abituale, con panchina e sedie a costituire un piccolo salottino per trascorrere qualche ora insieme, per discutere di tutto e di più.
L’officina si è messa anche al servizio della comunità parrocchiale, come ricordano le due croci che sormontano la facciata della chiesa parrocchiale e il campanile: “hanno contribuito anche altri cittadini e qualche azienda – aggiunge Gaviora - ma i loro nomi sono incisi sulla banderuola del campanile e restano top-secret: per scoprirli bisogna salire fino lassù in cima”.
Così è stato anche per la scultura della Virgo fidelis, omaggio alla caserma dei Carabinieri, ricordando con orgoglio i quattro anni di servizio nell’Arma del titolare. Ora la meritata pensione: “Intanto mi curerò dai postumi dell’incidente di inizio novembre”, quando venne investito mentre era in bicicletta a due passi da casa, dando più tempo alla famiglia e ai nipotini che non fanno certo mancare il lavoro a lui e alla moglie Carla. “E poi – conclude – è meglio smettere quando l’azienda è ancora in buona salute. La crisi economica globale? Mi ha interessato solo marginalmente: la semina di riso, grano, mais e tutte le attività connesse al mondo agricolo non si fermano mai e, di conseguenza, i mezzi hanno bisogno di costante manutenzione”. Per far fronte alla quale sarà ora necessario trovare una valida alternativa.

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Mostra dei presepi

13 Gennaio 2020

OCCIMIANO – (gpc) Domenica scorsa 22 gennaio, nella festa del battesimo del Signore, al termine della Celebrazione Eucaristica sono stati premiati (da parte del prevosto e della prof.sa Anna Maria Figazzolo, che ha organizzato l’evento) ragazzi ed adulti che avevano aderito all’invito della parrocchia ed Oratorio alla Mostra dei presepi. A tutti il diploma di partecipazione ed un dono. Visto il buon successo già si pensa all’edizione dell’anno prossimo.
Ricordiamo tutti coloro che hanno preparato ed esposto i loro presepi, con impegno e creatività: Adele Cia, Gloria Aiuolo, Thomas Cavalli, Beatrice Casalone, Beatrice Furlan, Margherita Gueli, Ludovica Carlassara, Gabriele Trucco, Enrico e Giovanni Verrua, Luca Lumia, Riccardo Varzi, Tommaso Lupano, Demetrio Carruale, Osvaldo e Andrea Gaviora, Marilena Cia, Mattia Musso, Gioele Carruale, Elena Gaviora, Luciano Carruale, Gabriele Cia, Giovanna Debernardis Delodi, Classe IV B Valenza, Monica Deambrosis, Laura Delodi, Rosanna Amelio Debernardis, Jacopo Lionzo, Pier Luigi Pilotti.

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Festa del S. Valerio

13 Gennaio 2020

OCCIMIANO - (gpc) Si celebrerà mercoledì prossimo 22 gennaio la festa del S. Valerio, Patrono della comunità cristiana. La festa inizierà già nella vigilia (martedì 21 gennaio) con la Processione dall’edicola di San Valerio presso la Casa di riposo (luogo dove sorgeva un’antica Chiesa intitolata al santo) alle 17,15, e con la seguente celebrazione solenne dei Primi Vespri e della S.Messa in Chiesa parrocchiale. Per l’occasione saranno presenti per l’undicesima volta gli “Araldi di san Valerio” come i suoi “dignitari”, a far onore al Santo e che vedranno protagonisti i bambini della Prima Comunione, insieme ai giovani della leva 2002.
La festa che corrisponde anche al diciannovesimo anniversario di parrocchia del sottoscritto, sarà mercoledì 22 con la S. Messa solenne, alle ore 18,00, presieduta da mons. Dino Negro (prevosto della Cattedrale di Alba) ed animata dal Coro Parrocchiale (diretto dalla prof.sa Anna Maria Figazzolo) con la partecipazione delle autorità e dei Cavalieri dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro. Ci sarà anche la consegna, per il diciassettesimo anno consecutivo della “spiga d’argento” che la Parrocchia intende assegnare (il nome sarà conosciuto in questa occasione) ogni anno per mettere in evidenza la disponibilità al servizio ecclesiale e alla testimonianza del Vangelo.
Saranno esposte anche le nuove opere (nell’ambito dell’iniziativa proposta dalla Parrocchia che invita gli artisti ad esprimersi su S. Valerio), come pure una delle collezioni degli occimianesi. Anche quest’anno poi sarà poi l’offerta dei germi di grano (che hanno ricevuto il giorno dell’Epifania) da parte dei bambini. Si rinnova poi la bella consuetudine delle spighe di San Valerio (piccoli panetti a forma di spiga di grano) che, preparati da mani sapienti, esprimono il segno della vigilanza e che saranno benedette per l’occasione.

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

8 Gennaio 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 5 gennaio 2020

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 6 gennaio (Epifania): ore 9,30 (casa riposo); 10,30
• Martedì 7 gennaio: ore 8,30
• Mercoledì 8 gennaio: ore 8,30
• Giovedì 9 gennaio: ore 18,00
• Venerdì 10 gennaio: ore 18,00

* Lunedì 6 gennaio (Epifania):
• S. Messe: ore 9,30 (casa riposo); 10,30
• Giornata dell’Infanzia missionaria - Consegna dei semi di grano per San Valerio – Presentazione Leva 2002– Festa nel pomeriggio (Palestra, ore 16,00)

* Venerdì 10 gennaio :
• Riunione èquipe UP (in vista della Visita pastorale del Vescovo): Giarole, Salone parrocchiale, ore 21,00

* Calendari Fanfarini:
• per augurio di Buon Natale nel Signore Gesù che nasce per noi !

* Campagna Abbonamenti La Vita Casalese
• Abbonamento annuo: € 55,00
• Sosteniamo il giornale dalla nostra diocesi, il nostro giornale !

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

8 Gennaio 2020

Il gruppo fondamentalista nigeriano Boko Haram è tornato a colpire il 22 dicembre scorso: uomini armati, travestiti da commercianti, hanno attaccato dei pescatori sul lago Ciad., uccidendo almeno 50 persone di varia nazionalità.
La zona si trova in territorio ciadiano, al confine con la Nigeria del nord ed è spesso teatro delle scorribande del gruppo islamico. La notizia è stata confermata dalle autorità municipali locali, sulla base delle testimonianze di alcuni sopravvissuti. Nati negli anni 2000, i fondamentalisti di Boko Haram - ricorda l’africanista Enrico Casale a Vatican news - inizialmente si legarono al network di Al Qaida, guidato da Osama Bin Laden. Successivamente aderirono al sedicente Stato Islamico, ma si hanno notizie abbastanza certe di contatti anche con il gruppo fondamentalista somalo degli Al Shabaab. La loro zona operativa va dal nord della Nigeria, in particolare lo Stato del Borno, ai Paesi confinanti: Niger, Ciad, Camerun. I Boko Haram impongono una lettura letterale e restrittiva della legge islamica e considerano sacrileghe altre interpretazioni del Corano e altre fedi. Tra le vittime infatti molti i musulmani, ma anche cristiani. Oltre ai numerosi attentati e alle azioni armate, i jihadisti operano anche attraverso il rapimento soprattutto di minori, poi spesso destinati a morire utilizzati come bombe umane.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

8 Gennaio 2020

Don Matteo compie vent’anni e festeggia tornando in pista da giovedì 9 gennaio sempre su Rai 1 (ore 21,25). Dieci gli episodi come i dieci comandamenti, tanti volti nuovi e soprattutto i personaggi oramai amati dal pubblico come Terence Hill con la sua tonaca orami sdrucita ma che fa tanto prete semplice di paese e il maresciallo Nino Cecchini di Nino Frassica. Tra le guest star ecco Fabio Rovazzi ed Elena Sofia Ricci ma non nei panni della suora di “Che Dio ci aiuti”. Dopo vent’anni c’è il ritorno di Simone Montedoro ma in un piccolo ruolo. Don Matteo 12 è dunque una serie quasi celebrativa dei vent’anni di successi passati. Sicuramente, stando a quanto dice lo stesso Don Matteo, ci sarà una tredicesima edizione ….
Quello che oggi conosciamo come San Giovanni Bosco è stato un sacerdote che ha dedicato la vita all’assistenza e all’educazione dei ragazzi, soprattutto i più poveri, che inizialmente raduna nel suo primo oratorio, a Valdocco, nella periferia di Torino. Don Bosco è vissuto negli anni centrali del 1800, un periodo di profonde trasformazioni politiche e sociali che portano all’unità d’Italia e alla fine del potere temporale della Chiesa. Il sacerdote offre la sua diplomazia a Pio IX per ricucire i rapporti tra Stato e Chiesa e per ottenere il riconoscimento del suo ordine religioso: la società dei Salesiani che si espande in Italia per poi esportare il modello pedagogico nel mondo, in primo luogo in sud America. Ospite di Paolo Mieli a “Passato e presente”, programma di Rai Cultura in onda venerdì 10 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, la professoressa Mariachiara Giorda approfondirà la figura di Don Bosco e del contesto storico in cui il sacerdote ha operato.