Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

20 Febbraio 2017

******** DOMENICA 19 febbraio 2017

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 20 febbraio: ore 18,00
Martedì 21 febbraio: ore 18,00
Mercoledì 22 febbraio: ore 18,00
Giovedì 23 febbraio: ore 15,30
Venerdì 24 febbraio: 18,00

* Venerdì 17 febbraio:
Incontro ragazzi Prima Comunione (Canonica, ore 17)
lectio Evangelii Gaudium (dopo la S.Messa)

* Circolo don Giacomo Alberione:
Campagna tesseramento
Sabato 18 febbraio, ore 21: film I CROODS

Telecomando

20 Febbraio 2017

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

#CARTABIANCA; è il programma giornalistico condotto da Bianca Berlinguer, in onda dal lunedì e venerdì su Rai tre (ore 18,25). Ora dopo il successo ottenuto in quella fascia oraria sbarca in prima serata in versione talk show, al martedì (ore 21,15). Bianca Berlinguer si prende così il compito di risollevare le sorti del martedì sera di Raitre, dopo l’esperimento non del tutto riuscito del programma di Gianluca Semprini. #Cartabianca a colori è una versione in prima serata del programma di informazione quotidiana in onda da novembre scorso nel tardo pomeriggio. La versione serale, promettono dalla Rai, mantiene gli stessi elementi del formato quotidiano, ovvero “informazione plurale e di qualità per una produzione totalmente interna Rai”.
Con NESSUN DORMA (al giovedì su Rai 5, ore 21,15) Massimo Bernardini (storico e bravo conduttore di Tv talk e de Il tempo e la storia) accompagnerà i telespettatori in un nuovo viaggio pieno di  stupore per i principali teatri e le sale da concerto italiane. Con loro assisterà in diretta alle prime più prestigiose, incontrerà gli esecutori, conoscerà i direttori, i professori d’orchestra, gli artisti del coro, le maestranze, si mischierà tra il pubblico più appassionato e i più attrezzati addetti ai lavori. Con il suo consueto stile ironico sempre dalla parte del pubblico, Bernardini coinvolgerà storici, scrittori, artisti e gente comune per raccontare la città in cui ci troviamo, le opere in cartellone e i luoghi che le ospitano, restituendo allo spettatore quella dimensione corale che solo un grande evento musicale sa evocare. In diretta da Torino, Roma, Milano e tante altre “capitali” della nostra musica, Bernardini introdurrà la puntata dalle strade intorno al teatro, conversando con i suoi ospiti sui nessi storici che collegano la città all’evento che sta per accadere. Dietro le quinte, poi, incontrerà gli artisti per dialogare con loro sul senso e la forma di ogni brano, sulla visione del compositore e sulle chiavi di lettura che lo spettatore potrà custodire per poi godersi appieno l’esecuzione in diretta. 
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

20 Febbraio 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Continuando a riflettere sulla speranza cristiana, il Papa nell’udienza generale di mercoledì 15 febbraio ne ha colto la “radice” nella consapevolezza dell’amore di Dio per noi. La speranza che il Signore ci ha donato “non ci separa dagli altri”, né ci porta “a screditarli o emarginarli”. Essa non delude “mai”, perché è “solida” ed il suo “fondamento” è “ciò che di più fedele e sicuro possa esserci”, cioè l’amore che Dio nutre “per ciascuno di noi”. Infatti “Dio mi ama. Questa è la radice della nostra sicurezza, la radice della speranza. E il Signore ha effuso abbondantemente nei nostri cuori lo Spirito - che è l’amore di Dio - come artefice, come garante, proprio perché possa alimentare dentro di noi la fede e mantenere viva questa speranza”. Il fatto che Dio ci ami sempre è dunque una “sicurezza” che “nessuno” ci può togliere, perché la speranza è un “dono straordinario” del quale siamo chiamati a farci “canali”, con “umiltà e semplicità”, per tutti. Così “il nostro vanto più grande sarà quello di avere come Padre un Dio che non fa preferenze, che non esclude nessuno, ma che apre la sua casa a tutti gli esseri umani, a cominciare dagli ultimi e dai lontani, perché come suoi figli impariamo a consolarci e a sostenerci gli uni gli altri”.
Riflettendo sulla Lettera ai Romani, dove Paolo esorta a vantarci (nonostante non sia una “bella cosa”, perché tradisce anche una mancanza di rispetto nei confronti degli altri) il Pontefice ha osservato che “è giusto vantarsi dell’abbondanza della grazia di cui siamo pervasi in Gesù Cristo”, per mezzo della fede, perché “se impariamo a leggere ogni cosa con la luce dello Spirito Santo” ci accorgiamo che “tutto è grazia” e “tutto è dono”. Infatti ad agire nella storia “non siamo solo noi, ma è anzitutto Dio. È Lui il protagonista assoluto, che crea ogni cosa come un dono d’amore, che tesse la trama del suo disegno di salvezza e che lo porta a compimento per noi, mediante il suo Figlio Gesù. A noi è richiesto di riconoscere tutto questo, di accoglierlo con gratitudine e di farlo diventare motivo di lode, di benedizione e di grande gioia”. Così siamo “in pace” con Dio e facciamo esperienza della libertà.
Paolo esorta poi a vantarci nelle tribolazioni: e questo è il presupposto “più autentico, più vero” di ogni condizione di pace. La pace che ci offre il Signore non è “l’assenza di preoccupazioni, di delusioni, di mancanze, di motivi di sofferenza”, ma quella “che scaturisce dalla fede è invece un dono: è la grazia di sperimentare che Dio ci ama e che ci è sempre accanto, non ci lascia soli nemmeno un attimo della nostra vita.” Ciò “genera la pazienza, perché sappiamo che, anche nei momenti più duri e sconvolgenti, la misericordia e la bontà del Signore sono più grandi di ogni cosa e nulla ci strapperà dalle sue mani e dalla comunione con Lui”. Per questo Paolo esorta a vantarci dell’amore di Dio: perché il Signore “mi ama” !
Gian Paolo Cassano

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

20 Febbraio 2017

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

In Francia, il parlamento giovedì 16 febbraio ha approvato in via definitiva la legge che estende il reato “di ostacolo all’interruzione volontaria di gravidanza” ai siti web, molti dei quali cattolici, che vogliono offrire alle donne alternative all’aborto. In molti, sia credenti che non credenti, attaccano la norma come un attentato alla libertà di espressione. Ne ha parlato solo Radio Vaticana nel suo Radiogiornale.
Ogni anno nel Paese si registrano 200.000 aborti. I siti internet a difesa della vita sono nati come luogo d’ascolto di quelle donne che si trovano nell’angoscia di una decisione drammatica e vorrebbero saperne di più. Ora, secondo la nuova legge, chi scrive sul web rischia una pena fino a 2 anni di carcere e 30 mila euro di multa. Le Associazioni familiari cattoliche francesi parlano di “un giorno buio per il diritto alla vita” e di “un giorno nero per la libertà di espressione”. I fautori della legge minimizzano: dicono che non saranno perseguiti i siti chiaramente in difesa dei nascituri, ma solo quelli che si presentano come neutri dando false informazioni. Ma la legge nella sua formulazione è vaga ed estensibile. Persino testate laiche come “Le Monde” parlano di legge liberticida e misura bavaglio.
Il presidente della Conferenza episcopale francese, mons. Georges Pontier, ha inviato una lettera al presidente Hollande. “L’interruzione volontaria di gravidanza – scrive – che lo si voglia o no, rimane un atto pesante e grave che interroga profondamente la coscienza. In situazioni difficili, sono numerose le donne che non sanno se portare a termine o meno la gravidanza e avvertono il bisogno di parlarne con qualcuno, cercare un consiglio”. I siti Internet – ora incriminati – “compensano l’assenza di luoghi di ascolto” e “il loro successo prova che essi rispondono ad un’attesa”. Sono luoghi che accolgono tutti. A gennaio Papa Francesco aveva fatto pervenire un messaggio di sostegno a quanti hanno partecipato alla Marcia per la vita in Francia: la Chiesa non deve mai “rinunciare a proclamare che la vita umana deve essere protetta senza condizioni dal momento del concepimento fino alla morte naturale”.
Gian Paolo Cassano

Proloco

20 Febbraio 2017

OCCIMIANO - (gpc) Si è tenuta venerdì scorso 17 febbraio l’annuale assemblea dei soci dell’attivissima Pro Loco Occimiano, presso la sede della Villa Castello dei Marchesi Da Passano. Nella riunione, presieduta da Simone Cia, è stato approvato il Bilancio 2016, il preventivo ed il programma dell’attività del 2017. Il prossimo 11 marzo è prevista la tavola rotonda per la “serata in rosa” (nell’occasione della Giornata della donna), mentre sono confermati l’Italia in tavola (del 1 maggio) e le serate di Estate in villa. A settembre la Pro loco, poi parteciperà, come sempre alla Festa dell’uva a Casale M.
gpc

Carnevale

20 Febbraio 2017

OCCIMIANO – (gpc) Quest’anno il Carnevale occimianese sale di qualità. Infatti, oltre alla solita sfilata che vedrà protagonisti soprattutto i più piccoli, ci saranno anche alcuni carri allestiti per l’occasione e i cui preparativi si stanno intensificando in questi giorni. Il Carnevale occimianese è organizzato quest’anno da Comune, Biblioteca Pro Loco ed Oratorio si terrà sabato prossimo 25 febbraio.
Bambini e ragazzi, con i loro genitori, si ritroveranno già verso le 14 in Oratorio, per partire verso le 14,30 per la sfilata in maschera (ispirati ai personaggi dei film e dei cartoni animati) per le vie del paese, con i carri, un paio dell’associazione Valmasia, ed uno preparato in Oratorio
Percorreranno gran parte delle vie del paese per arrivare in Oratorio verso le 16 per la conclusione festosa con i dolci tipici del Carnevale offerti della Pro Loco e con i giochi organizzati dagli animatori
Martedì grasso 28 febbraio, poi ragazzi ed adulti si recheranno nel pomeriggio alla Casa di riposo, per un momento di festa con gli anziani ospiti; i !
gpc

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Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

14 Febbraio 2017

******** DOMENICA 12 febbraio 2017

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 13 febbraio: ore 18,00
Martedì 14 febbraio: ore 8,00
Mercoledì 15 febbraio: ore 18,00
Giovedì 16 febbraio: ore 15,30
Venerdì 17 febbraio: 18,00

* Domenica 12 febbraio: Giornata del malato
S. Messa presieduta da Mons. Vescovo in S. Filippo (ore 15,00)

* Vespri
Lunedì 13 febbraio (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Venerdì 17 febbraio:
lectio Evangelii Gaudium (dopo la S.Messa)

* Sabato 18 febbraio:
Assemblea Azione Cattolica(dopo la S.Messa)

* Circolo don Giacomo Alberione: Campagna tesseramento

Telecomando

14 Febbraio 2017

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

AGORA’ (dal lunedì al venerdì, su Rai tre, alle ore 8,00) è l’appuntamento quotidiano con il racconto della politica e le notizie dell’attualità nella mattina di Rai3. Oltre ad aprire la giornata politica commentando i temi caldi del giorno le telecamere del programma sonderanno le difficoltà e le speranze dei cittadini. A condurre il programma – giunto alla sesta edizione dopo gli ascolti record – è Gerardo Greco, che fa vivere in diretta al pubblico ciò che accadrà in un tempo segnato ancora profondamente dalla crisi economica e densa di sfide importanti per un Paese diviso tra segnali di ripresa e problematiche mai risolte senza dimenticare la gravità e la complessità di fenomeni globali come l’immigrazione e il terrorismo. Agorà continua ad essere la ‘piazza’ in cui politica, rappresentanti delle istituzioni, del lavoro e della società civile si incontreranno per dare vita a un confronto autentico e appassionato, ma dai toni mai urlati. A stimolare il dibattito contribuiscono i sondaggi esclusivi dell’Istituto demoscopico Ixè, e la costante interazione con il pubblico mediante i social network,…
Arianna Ciampoli torna su Tv2000 con il programma “CI VEDIAMO DA ARIANNA” in onda su Tv 2000 alle 13.50, dal lunedì al venerdì, in un salotto in cui arrivano gli amici a prendere dolce e caffè. Gli ospiti sono scrittori che presentano libri, attori che raccontano un film o uno spettacolo teatrale, musicisti che parlano delle loro ultime composizioni. Ma anche personaggi comuni portatori di una storia. Arianna li intervista e li fa conoscere tra loro. Sono persone che in apparenza potrebbero non avere nulla in comune ma un filo che li unisce tra loro c’è in ogni puntata. Ad affiancare Arianna, ogni settimana, ci sono i vicini di casa, ovvero personaggi ricorrenti caratterizzati ognuno da propri interessi e personalità: il professore di filosofia, l’impiccione del piano di sotto, il viaggiatore, il musicista, la casalinga blogger…..
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

14 Febbraio 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

All’udienza generale di mercoledì 8 febbraio il Papa ha continuato la catechesi sulla speranza cristiana, soffermandosi sulla fonte del conforto reciproco e della pace. Egli ha ricordato come siano gli ultimi delle nostre società ad insegnarci a sperare, perché “nessuno” impara a farlo “da solo”. Riallacciandosi alla Prima Lettera ai Tessalonicesi, Francesco ha chiarito che la speranza, “per alimentarsi”, ha bisogno necessariamente di un “corpo”, di una “dimora naturale”, cioè la Chiesa: essa non ha solo un respiro personale, individuale, ma “comunitario, ecclesiale”: se speriamo è perché “tanti nostri fratelli e sorelle” hanno tenuto “viva” per noi la speranza. “Tra questi, si distinguono i piccoli, i poveri, i semplici, gli emarginati. Sì, perché non conosce la speranza chi si chiude nel proprio benessere: spera soltanto nel suo benessere e questo non è speranza: è sicurezza relativa; non conosce la speranza chi si chiude nel proprio appagamento, chi si sente sempre a posto… A sperare sono invece coloro che sperimentano ogni giorno la prova, la precarietà e il proprio limite”. Essi danno la testimonianza “più bella, più forte”, perché sono “fermi” nell’affidamento al Signore: “al di là della tristezza, dell’oppressione e della ineluttabilità della morte, l’ultima parola sarà la sua, e sarà una parola di misericordia, di vita e di pace. Chi spera, spera di sentire un giorno questa parola: ‘Vieni, vieni da me, fratello; vieni, vieni da me, sorella, per tutta l’eternità’”. Di qui l’invito è a porre l’attenzione su coloro che rischiano maggiormente di perderla: quanta gente “cade nella disperazione e fa cose brutte” !
E qui “la vicinanza e il calore di tutta la Chiesa devono farsi ancora più intensi e amorevoli, e devono assumere la forma squisita della compassione, che (…) è patire con l’altro, soffrire con l’altro, avvicinarmi a chi soffre; una parola, una carezza, ma che venga dal cuore; questa è la compassione.” Infatti la speranza cristiana “non può fare a meno” della carità genuina e concreta. Come spiega Paolo nella Lettera ai Romani, sono i “forti” ad avere il dovere di “portare le infermità dei deboli”, senza compiacersi. “Portare le debolezze altrui. Questa testimonianza poi non rimane chiusa dentro i confini della comunità cristiana: risuona in tutto il suo vigore anche al di fuori, nel contesto sociale e civile, come appello a non creare muri ma ponti, a non ricambiare il male col male, a vincere il male con il bene, l’offesa con il perdono – il cristiano mai può dire: me la pagherai!, mai; questo non è un gesto cristiano; l’offesa si vince con il perdono –, a vivere in pace con tutti. Questa è la Chiesa!”. Ed è anche ciò che opera la speranza cristiana, “quando assume i lineamenti forti e al tempo stesso teneri dell’amore”. Occorre sostenersi a vicenda, “aiutarci a vicenda. Ma non solo aiutarci nei bisogni, nei tanti bisogni della vita quotidiana, ma aiutarci nella speranza, sostenerci nella speranza”.
Questo è compito primario di coloro a cui “è affidata la responsabilità e la guida pastorale”, non perché “siano migliori degli altri”, ma in forza di un ministero divino che va “ben al di là” delle loro forze: hanno perciò “bisogno del rispetto, della comprensione e del supporto benevolo” di tutti, invocando lo Spirito Santo che è il “soffio vitale”, l’anima della speranza, senza cui “non si può avere speranza”. Così “quando lo Spirito Santo abita nei nostri cuori, è Lui a farci capire che non dobbiamo temere, che il Signore è vicino e si prende cura di noi; ed è Lui a modellare le nostre comunità, in una perenne Pentecoste, come segni vivi di speranza per la famiglia umana”.
Domenica 12 febbraio, all’Angelus, il Papa ha incoraggiato ad essere cristiani di sostanza e non di facciata, prendendo spunto dal Vangelo domenicale. Gesù è venuto per dare compimento e per promulgare definitivamente la legge di Dio, manifestando i suoi aspetti autentici, sia  con la sua predicazione, sia con il dono di sé sulla croce.
“Così Gesù insegna  come fare pienamente la volontà di Dio, con una ‘giustizia superiore’ rispetto a quella degli scribi e dei farisei. Una giustizia animata dall’amore, dalla carità, dalla misericordia, e pertanto capace di realizzare la sostanza dei comandamenti, evitando il rischio del formalismo”.
Dall’insegnamento evangelico Francesco ha tratto tre aspetti: l’omicidio, l’adulterio e il giuramento. Il comandamento  “non uccidere” include anche i comportamenti contrari alla dignità della persona umana, comprese le ingiurie: “certo, queste non hanno la stessa gravità e colpevolezza dell’uccisione, ma si pongono sulla stessa linea, perché ne sono le premesse e rivelano la stessa malevolenza. Gesù ci invita a non stabilire una graduatoria delle offese, ma a considerarle tutte dannose, in quanto mosse dall’intento di fare del male al prossimo. E Gesù dà l’esempio. Insultare: ma, noi siamo abituati a insultare, è come dire ‘buongiorno’. E quello è sulla stessa linea dell’uccisione. Chi insulta il fratello, uccide nel proprio cuore il fratello. Per favore, non insultare! Non guadagniamo niente”. Riguardo all’adulterio Gesù va alla radice del male “attraverso le intenzioni di possesso nei riguardi di una donna diversa dalla propria moglie”. Tutti i peccati, infatti, nascono nel nostro intimo e poi si attuano nel comportamento. Gesù poi chiede ai suoi discepoli di non giurare, perché il giuramento è segno dell’insicurezza e della doppiezza delle relazioni umane, ma “ad instaurare tra di noi, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità un clima di limpidezza e di fiducia reciproca, così che possiamo essere ritenuti sinceri senza ricorrere a interventi superiori per essere creduti”.
Gian Paolo Cassano

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

14 Febbraio 2017

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

“La radio sei tu”: è lo slogan della Giornata Mondiale della Radio dello scoro 13 marzo, voluta dall’Unesco. L’intento è quello di incoraggiare le emittenti a promuovere la libertà di espressione e il rispetto per le diverse culture per migliorare la cooperazione internazionale. Oggi la radio è più viva che mai. Infatti ogni giorno circa 2,4 miliardi di persone nel mondo la ascoltano in Fm, sul dab o si collegano attraverso il web. Tanti modi per ascoltare la radio nel corso degli anni si è rinnovata grazie alla tecnologia anche nel linguaggio, rivelandosi duttile e capace di cogliere la novità della rivoluzione digitale.
“E’ il mezzo – ha detto alla Radio Vaticana il prof. Giorgio Simonelli, docente di storia della radio e della televisione all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - che unisce i due grandi caratteri di cui andiamo alla ricerca: ‘social’ e ‘personal’. La radio ‘social’ appunto, perché oggi si può ascoltare la radio preferita abitando in Australia, e quindi creare una grande comunità attorno alla radio attraverso delle scelte che però poi sono scelte ‘personal’, perché si possono scaricare e rimettere in circolazione i contenuti che si ritengono più opportuni, dando a questi una dimensione di personalità, individualità, autenticità.”
Web radio, radio universitarie o prettamente specializzate in argomenti sportivi, ancora radio libere ma sempre un mezzo di collegamento e in molti casi, come in Africa, di denuncia sociale.
La radio ha in sé la capacità di cambiare la vita a milioni di persone, come è avvenuto nella storia. E’ ciò che è avvenuto, ad esempio a milioni di persone che ascoltavano la Radio Vaticana (inaugurata da Pio XI, il 12 febbraio 1931, in presenza dell’inventore della Radio, Guglielmo Marconi) per ritrovare, durante la Seconda Guerra Mondiale, i propri parenti partiti per il conflitto. Dal suo microfono, in sei anni, vennero inviati più di un milione e 200.000 messaggi, più di 12.000 ore di trasmissione.
Gian Paolo Cassano