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TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

15 Settembre 2020

“DALLE ALPI AL TETTO DEL MONDO”. Su Focus (alla domenica, alle ore 21,15) viene proposto un emozionante viaggio, tra vette himalayane e Valfurva, un viaggio nella storia e nel cuore di un grande innamorato della vita e della natura, come Mario Confortola, un “cacciatore di Ottomila” che ha conquistato 11 delle 14 super-vette presenti sulla Terra, senza fare uso di bombole d’ossigeno. Infatti Confortola è un uomo che dal 2008 arrampica con i piedi semi-amputati, dopo un congelamento sulle pendici del K2, e che a un anno di distanza è stato capace di riprendere tutte le sue attività.
“TUTTO SU MIA MADRE”, il nuovo docu-reality prodotto da Stand By Me per Rai3, in onda alle 20.25 - dal lunedì al venerdì per sei settimane - racconta le vite ordinarie e allo stesso tempo straordinarie delle mamme italiane, restituendo un ritratto emozionante e sorprendente di quella che è, da sempre, la figura fondamentale nella vita di ciascuno e la spina dorsale su cui si regge la nostra società: la madre. Il programma fa conoscere trenta donne di età, storie, provenienze, caratteri ed estrazioni sociali differenti. Ex sportive, attiviste, imprenditrici, casalinghe, donne scampate alla persecuzione nazista o che hanno dovuto affrontare gravi problemi di salute del proprio figlio.
A partire dal 19 settembre, su Tv2000 segnaliamo “LE PIETRE PARLANO” (sabato, ore 21,20), il viaggio di Alessandro Sortino per scoprire la nascita delle prime chiese domestiche fino all’arrivo degli Apostoli a Roma.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

15 Settembre 2020

All’udienza generale di mercoledì 9 settembre tenuta nel Cortile di San Damaso, in Vaticano, il Papa ha indicato nella politica del bene comune la risposta sociale alla pandemia. Infatti il coronavirus ha mostrato l’intreccio profondo che esiste fra il bene comune e il bene di ciascuno, che “la salute, oltre che individuale, è anche un bene pubblico”, per cui una società sana “si prende cura della salute di tutti”. Il Papa così ha proseguito le catechesi su come guarire il tessuto personale e sociale ferito ancor più profondamente dalla pandemia, con frequenti richiami al prezioso tesoro della Dottrina sociale della Chiesa. Egli ha posto la sua attenzione sull’amore come strada per il bene comune perché “il vero bene per ciascuno è un bene comune non solo individuale”. Infatti “per costruire una società sana, una società inclusiva, giusta e pacifica, dobbiamo farlo sopra la roccia del bene comune. Il bene comune è una roccia. E questo è compito di tutti noi, non solo di qualche specialista.” Oggi, invece, si assiste all’emergere di interessi di parte, come nel caso di “chi vorrebbe appropriarsi di possibili soluzioni, come nel caso dei vaccini e poi venderli agli altri”, oppure approfittando “della situazione per fomentare divisioni” in cerca di vantaggi economici o politici, o semplicemente imboccano la strada dell’indifferenza, “i devoti di Ponzio Pilato”. In questo orizzonte, invece, “la risposta cristiana alla pandemia e alle conseguenti crisi socio-economiche si basa sull’amore”: è l’amore di Dio, da accogliere per poter rispondere in maniera simile. “Il punto più alto della santità” è “amare i nemici” anche se non è facile. E’ “un’arte” che si può imparare e migliorare.
Francesco si è così riallacciato al Catechismo e al cammino dei suoi predecessori Citando la Sollicitudo rei socialis di San Giovanni Paolo II, ha evidenziato che una delle “più alte espressioni di amore è proprio quella sociale e politica”, decisiva per affrontare ogni tipo di crisi, per costruire una “civiltà dell’amore”, come amava dire San Paolo VI. Altrimenti prevale la cultura dello scarto, dell’egoismo, portando ad esempio due genitori che hanno un figlio disabile a cui dedicano tutta la loro vita. “Questo è amore. E i nemici, gli avversari politici, anche al nostro parere, sembrano essere disabili politici, sociali, ma sembrano. Solo Dio sa se lo sono o no. Ma noi dobbiamo amarli, dobbiamo dialogare, dobbiamo costruire questa civiltà dell’amore, questa civiltà politica, sociale, dell’unità di tutta l’umanità. Al contrario, le guerre, le divisioni, le invidie, anche le guerre in famiglia: perché l’amore inclusivo è sociale, è familiare, è politico… l’amore pervade tutto.” L’amore, poi, è espansivo. Quanto bene fa una carezza di perdono più di tanti argomenti per difendersi ! “Un virus che non conosce barriere, frontiere o distinzioni culturali e politiche deve essere affrontato con un amore senza barriere, frontiere o distinzioni. (…) Il vero amore non conosce la cultura dello scarto, non sa cosa sia. Infatti, quando amiamo e generiamo creatività, quando generiamo fiducia e solidarietà, è lì che emergono iniziative concrete per il bene comune. E questo vale sia a livello delle piccole e grandi comunità, sia a livello internazionale”. Se si comincia con l’amore, sarà il perdono per tutti. “Se ognuno ci mette del suo, e se nessuno viene lasciato fuori, potremo rigenerare relazioni buone a livello comunitario, nazionale, internazionale e anche in armonia con l’ambiente. Così nei nostri gesti, anche quelli più umili, si renderà visibile qualcosa dell’immagine di Dio che portiamo in noi, perché Dio è Trinità d’Amore. Con il suo aiuto, possiamo guarire il mondo lavorando tutti insieme per il bene comune. Dio è amore, Dio è amore. (…) Con il suo aiuto, possiamo guarire il mondo lavorando sì, tutti insieme per il bene comune, non solo per il mio bene, per il bene comune di tutti.” Al riguardo san Tommaso d’Aquino ricordava come la promozione del bene comune fosse “un dovere di giustizia” che ricade su ogni cittadino e sant’Ignazio di Loyola esortava a orientare gli sforzi quotidiani verso il bene comune come un modo per “diffondere la gloria di Dio”.
Il Papa poi si è soffermato sulla politica che “spesso non gode di buona fama”. Questo non vuol dire che “i politici tutti siano cattivi”. Non bisogna rassegnarsi ad una visione negativa, ma occorre reagire, mostrando che “è doverosa una buona politica” che metta al centro bene comune e persona umana. Infatti, nella storia, ci sono “tanti politici santi”. E’ ciò che sono chiamati a fare in particolare i fedeli laici, dando buona testimonianza: “è dunque tempo di accrescere il nostro amore sociale, contribuendo tutti, a partire dalla nostra piccolezza. Il bene comune richiede la partecipazione di tutti.”
Domenica 13 settembre, all’Angelus, ha messo in rilievo come perdono e misericordia, traccino uno stile di vita improntato alla pace. Commentando il vangelo domenicale della parabola del Re misericordioso e del servo spietato, ha rilevato come “nell’atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia”. Ora “il cuore della parabola è l’indulgenza che il padrone dimostra verso il servo con il debito più grande. L’evangelista sottolinea che ‘il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito’. Un debito enorme, dunque un condono enorme!” Quella stessa indulgenza, quella stessa compassione, però, il servo condonato non la dimostra verso un altro servo di quel padrone, un suo pari, che ha un debito con lui molto più piccolo di quello che egli aveva con il padrone. Ripercorrendo questi passaggi, il Papa ha chiarito la differenza di atteggiamento tra il padrone e il servo spietato, che è spesso la stessa differenza di atteggiamento che c’è tra Dio e l’uomo: “Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia”, ma “c’è bisogno di quell’amore misericordioso” che ci dimostra il Padre e che è alla base della risposta che Gesù dà alla domanda di Pietro: Non dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. “Nel linguaggio simbolico della Bibbia, questo significa che noi siamo chiamati a perdonare sempre!” E’ un amore misericordioso verso il prossimo da vivere nel matrimonio, tra genitori e figli, nelle famiglie troppo spesso distrutte dall’odio tra fratelli, all’interno delle comunità, nella Chiesa e anche nella società e nella politica. “Quanta sofferenza, quante lacerazioni, quante guerre potrebbero essere evitate, se il perdono e la misericordia fossero lo stile della nostra vita!”
Se non si perdona, “il rancore torna come una mosca fastidiosa”: meglio, quindi, perdonare, per essere a nostra volta perdonati, perché il perdono non è un impeto di un momento, ma uno stile di vita che deve durare per sempre… “Perdonare non è soltanto una cosa di un momento, è una cosa continua contro questo rancore, questo odio che torna. Pensiamo alla fine, smettiamola di odiare.”
Non bisogna dimenticare il legame tra la parabola del Vangelo e ciò che diciamo nel Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. “Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione: pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati.”

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

15 Settembre 2020

L’ultimo rapporto della campagna Abiti Puliti, dal titolo “Stipendi negati” (ripresa da Vatican news) pone in evidenza come in Asia, gli stipendi, già molto bassi, siano calati tra il 38 e il 50%. durante i mesi del lockdown in seguito alla pandemia di Covid. Per questo “è indispensabile - afferma Deborah Lucchetti, portavoce della Campagna - che le aziende si prendano le loro responsabilità e garantiscano i diritti dei lavoratori”.
Una parte sostanziale del giro d’affari è legata alla produzione di abbigliamento per l’esportazione, che secondo stime, rappresenta una forza lavoro di 13,8 milioni (se si esclude la Cina a causa di un maggiore sostegno governativo). La Campagna sottolinea che “i marchi e i rivenditori globali hanno la responsabilità di garantire che i lavoratori impiegati nelle proprie catene di fornitura siano pagati in conformità con le leggi locali e gli standard internazionali. I brand scelgono di localizzare le proprie produzioni in paesi con bassi salari e deboli protezioni sociali. Come sostengono da tempo i lavoratori, i sindacati e i gruppi della società civile, le filiere globali sono caratterizzate da un evidente squilibrio di potere tra, da un lato, marchi e distributori al vertice delle catene di approvvigionamento e, dall’altro, lavoratori impiegati nelle fabbriche”.

“Alleati per il futuro”.

15 Settembre 2020

“Alleati per il futuro”. E’ questo lo slogan dell’96° Giornata dell’Università Cattolica del S. Cuore che si celebra in tutta Italia domenica prossima 20 settembre, rimandata dalla primavera (lo scorso 26 aprile, nella sua consueta collocazione), a causa dell’emergenza covid.
Da quasi un secolo la “Giornata per l’Università Cattolica” è tra i più significativi appuntamenti del calendario dei cattolici italiani. Una celebrazione che è sguardo di attenzione, stima profonda, sostegno reale. Oggi più che mai, perché le sfide globali sono sempre più impegnative.
Il tema di questa Giornata si ricollega al particolare momento che stiamo vivendo. Oggi tutti parlano di “ripartenza” dopo la crisi della pandemia e l’Università Cattolica sa di avere un grande e originale contributo da offrire alla Chiesa e al nostro Paese. La formazione e la ricerca, i nostri due essenziali compiti, diventano gli assi portanti di una alleanza tra le generazioni. Per fare tesoro di quel che abbiamo vissuto insieme e insieme aprire nuove strade. La Giornata allora vuole porre attenzione all’impegno culturale dei cattolici italiani che si concretizza nell’Università Cattolica del S. Cuore (il più grande ateneo libero d’Europa) che conferma così la sua vocazione al servizio della comunità ecclesiale come un’istituzione culturale quotidianamente impegnata a ricercare, nella sintesi tra verità e amore, il centro della cultura e della vita. Si tratta di un momento qualificato per confermare la propria vicinanza verso un’istituzione che ancor oggi genera e alimenta valori nel contesto della società italiana. Un appuntamento che si propone di confermare sempre più oggi una singolare passione e dedizione per i giovani. E’ guardare al futuro (scrivo nel Messaggio per la Giornata i Vescovi italiani) come “un’esigenza fondamentale per chiunque voglia dare compimento alle attese dell’umanità”, a “partire dai giovani”, investendo su di loro. Per questo “la Chiesa sente pertanto l’urgenza di porre basi solide per affrontare con spirito nuovo il futuro, investendo in modo speciale sulla formazione dei giovani.”
Sono passati più di 90 anni dalla sua fondazione e la Cattolica con le sue cinque sedi (Milano, Roma, Brescia, Piacenza-Cremona e Campobasso) 14 facoltà, oltre 42.000 studenti e più di 1400 docenti, 87 corsi di laurea, 53 scuole di specializzazione, quasi 100 master e 7 Alte Scuole, si presenta come un Ateneo completo e articolato, sia in ambito umanistico che scientifico, con la vocazione di essere all’avanguardia, aperta al mondo e alle sfide del proprio tempo.
Vale la pena ricordare che nell’anno passato sono state assegnate oltre 1100 borse di studio, Oltre a realizzare contri e seminari culturali e scientifici in gran parte delle diocesi italiane, promuovere corsi di aggiornamento, proporre decine di iniziative di orientamento in tutt’Italia.
Ecco perché è importante aiutare, sostenere l’Università Cattolica, anche con le offerte che si raccolgono in tutte le Parrocchie o con il contributo del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi (indicando il C.F. dell’Università Cattolica n. 02133120150).
Gian Paolo Cassano

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“Visitatio Mariae”

15 Settembre 2020

RIVALBA – (gpc) Era il 1989 quando in Diocesi si visse la forte esperienza della “Visitatio Mariae”, fortemente voluta dal compianto Vescovo mons. Carlo Cavalla. Per tutta l’anno un’icona della Madonna di Crea passò tra le parrocchie della Diocesi, facendo tappa finale nella parrocchia di Rivalba, dove con l’impegno della storica assistente pastorale m.a Emma Bosco, venne costruita una bella edicola votiva per custodirla. Tutti gli anni a settembre si rinnova l’appuntamento di preghiera alla Madonna. Così anche quest’anno domenica scorsa 13 settembre la S.Messa domenicale è stata celebrata all’aperto, presso la “Cappelletta della Madonna. Era presente anche il sindaco Piero Bovio. Il tutto animato dall’infaticabile assistente pastorale Lino Ricci che aveva predisposto con ordine (con l’aiuto di alcuni volontari), per una celebrazione fruttuosa. Il parroco ha riflettuto sul vangelo domenicale e sulla dimensione del perdono con l’invito a perdonare di vero cuore, come condizione che il Signore ci chiede per essere davvero suoi discepoli. Al temine ci si è affidati alla Madonna di Crea con la bella preghiera che Mons. Cavalla compose per l’incoronazione della S. S. Vergine.
Nelle giorni precedenti (giovedì e venerdì) alla sera, è stata celebrata la S.Messa. Per l’occasione la predicazione è stata curata da don Armand Amuaku (parroco di Giarole e Villabella) che ha aiutato a comprendere il senso dell’affidamento a Maria.

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Sospeso lo spettacolo teatrale ‘L’ ura dal ben”.

15 Settembre 2020

OCCIMIANO – (gpc) E’ stato sospeso lo spettacolo teatrale ‘L’ ura dal ben” in programma sabato 12 settembre nella speciale cornice all’aperto della Casinòt dl’uslìn (Casina Zino). La sospensione dell’evento (organizzato da Comune Pro Loco e Consulta) di teatro, musiche, canti, poesie e racconti dalla tradizione monferrina è stato annullato a causa del lutto che ha colpito uno dei componenti del cast (Andrea Coppa) per la morte del papà Pompeo (presiedente emerito dell’Oftal diocesana).

Riprende la scuola

15 Settembre 2020

OCCIMIANO – (gpc) Riprende la scuola in un anno difficile segato dall’emergenza covid. Per rendere più piacevole l’uso delle mascherine per i bambini ed i ragazzi di materna, elementari e medie, nei giorni scorsi sono state distribuite loro alcune mascherine lavabili e colorate dai volontari del Comune, in vista dell’inizio dell’anno scolastico, che, insieme a tutte le norme, aiuteranno a tutelare la salute. “I sorrisi dei nostri giovani – commenta su Facebook, il sindaco Valeria Olivieri e l’Amministrazione comunale - tornati a scuola con compagni e insegnanti dopo i mesi di didattica a distanza, sono il più bel simbolo di speranza nel futuro”. E del resto - postando una celebre frase di Madre Teresa di Calcutta - “non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”. Nei giorni scorsi sono state organizzate riunioni informative riferite ai tre ordini di scuola con i genitori per fornire le informazioni necessarie per il nuovo anno scolastico. L’amministrazione comunale assicurerà il servizio di trasporto, mensa, pre, post e doposcuola.

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Rivendita per i titoli di viaggio delle linee di pullman

15 Settembre 2020

OCCIMIANO – (gpc) A partire dall’8 settembre è attivo presso la Tabaccheria Bortolini (in piazza Carlo Alberto) il servizio di rivendita per i titoli di viaggio delle linee di pullman (per Casale/ Alessandria) svolte da Autostradale (ex Arfea). Questo permetterà di garantire maggior efficienza anche agli studenti che per raggiungere le Scuole secondario di II grado necessitano di usufruire del servizio pubblico, oltre che a tutta la cittadinanza. Per biglietti ed abbonamenti ci si può servire anche via internet (www.arfea.it). In questi giorni sono entrati in funzione anche i nuovi orari invernali.

Carlo Rolla

15 Settembre 2020

OCCIMIANO – (gpc) C’erano cinque sacerdoti (oltre al prevosto, il can. Sandro Luparia, mons. Carlo Grattarola, can. Mario Fornaro, don Franco Zuccarelli) mercoledì scorso 9 settembre a celebrare il funerale di Carlo Rolla, stroncato da un ictus con commozione cerebrale lunedì 7 settembre. Era il cognato del can. Giuseppe Unia e pienamente inserito nella vita della comunità cristiana.
Quando per la malattia don Unia si era dovuto ritirare dalla parrocchia era stato accolto in casa sua come un membro della famiglia a tutti gli effetti.
In questi anni aveva avuto diversi problemi di salute (cardiaci, polmonari, urologici…), ma sempre li aveva affrontati con quella forza d’animo che ha contraddistinto tutta la sua vita, anche nelle prove più dolorose, come quando restò vedovo per la morte improvvisa della moglie Maria Unia, due anni fa.
Era un uomo di una fede schietta e robusta che trasmetteva a tutti suoi cari, come bene ha messo in rilievo nell’omelie funebre il can. Sandro Luparia, a lui legato come a tutta la famiglia Unia sin dall’infanzia (da balzolese nella parrocchia dove don Giuseppe è stato parroco per una vita).
Ultimo di sei fratelli era nato ad Abbiategrasso, anche se presto con i suoi familiari si trasferì a Gambolò. Fece il camionista per moltissimi anni; sposatosi con Maria Unia nel 1966 venne ad abitare ad Occimiano, nella storica casa degli Unia; in seguito lavorò alla RDB fino alla pensione come meccanico, che era una passione che coltivava come hobby.
Alle figlie Laura con Paolo (e i nipoti Filippo e Benedetta) e Francesca con Fabio (ed i nipoti Elena, Angelo e Cecilia) ed i fratelli Camillo ed anna vadano le condoglianze dei lettori de “La Vita Casalese”.

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Gita al Family Park di Felizzano

15 Settembre 2020

OCCIMIANO – (gpc) Con la gita al Family Park di Felizzano, è terminato venerdì scorso 11 settembre il Grest organizzato da Comune, Oratorio e Parrocchia che si è svolto in Oratorio, nel rispetto delle norme di prevenzione anti covid. nelle prime due settimane di settembre
Sono stati così coinvolti 25 tra bambini e di ragazzi (dalla materna alla media) che per una dozzina di giorni (con la guida di Sara Barbano e Anna Maria Figazzolo) e di alcuni animatori hanno partecipato con una serie di attività. Ricordiamo la biciclettata al castello di Giarole venerdì 4 settembre, le prove di arti marziali (con Niccolò Pugno), la caccia al tesoro per le vie del paese, oltre ai giochi e ai laboratori (con la lettura di libri e lo svolgimento dei compiti estivi).

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