Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

8 Novembre 2019

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 3 novembre 2019

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 4 novembre: ore 18,00
• Martedì 5 novembre: ore 18,00
• Mercoledì 6 novembre: ore 18,00
• Giovedì 7 novembre: ore 18,00
• Venerdì 8 novembre: ore 18,00

* Domenica 3 novembre
• S.Messa alle 10,30 - segue commemorazione caduti

* Vespri
• Lunedì 4 novembre (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Domenica 10 novembre:
• Festa degli anniversari di Matrimonio

* Martedì 12 novembre:
• Festa di S. Evasio (Cattedrale, ore 18,00)

* Indulgenza plenaria per i defunti:
• Fino all’8 novembre l’indulgenza per i defunti (1 volta al giorno) è concessa visitando il Cimitero, confessati e comunicati, recitando il Padre nostro e il Credo e pregando secondo le intenzioni del Papa.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

8 Novembre 2019

Episodi di violenza si ripetono in varie parti del mondo, come ad esempio in Colombia ed in Etiopia.
In Colombia, un nuovo massacro si è verificato nel dipartimento colombiano del Cauca, nel municipio di Corinto. Lo scorso 31 ottobre sono state uccise quattro persone. Un episodio drammatico (ricorda l’agenzia Sir) che fa seguito a quello accaduto recentemente a Huasanó, dove erano state assassinate cinque persone: la governatrice indigena della comunità, Nasa Cristina Bautista, e quattro sue guardie del corpo. Il governo colombiano colombiano ha accusato le fazioni dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (Farc). Secondo diverse fonti, la strage sarebbe stata compiuta dopo l’arresto di tre guerriglieri da parte di guardie di sicurezza indigene. Il presidente colombiano, Ivan Duque, ha deciso di inviare 2.500 soldati per cercare di ristabilire le condizioni di sicurezza nella zona.
In Etiopia sono almeno 86 le persone morte nell’ondata di proteste scoppiate in Etiopia due settimane fa. Il primo ministro Abiy Ahmed deplora la perdita di vite umane definendola insensata. La via del dialogo tra le varie etnie è l’unica via di pacificazione. Il Papa domenica 3 novembre, all’Angelus, ha espresso il proprio dolore e la sua personale vicinanza ai cristiani della Chiesa Ortodossa Tewahedo di Etiopia vittime di violenza e al Patriarca Abuna Matthias. Poi, l’invito a recitare insieme ai fedeli l’Ave Maria. “sono addolorato per le violenze di cui sono vittime i cristiani della Chiesa Ortodossa Tewahedo di Etiopia. Esprimo la mia vicinanza a questa amata Chiesa e al suo Patriarca, il caro fratello Abuna Matthias, e vi chiedo di pregare per tutte le vittime di violenza in quella terra.” I disordini hanno colpito la capitale Addis Abeba, le regioni di Oromia e Harari e la città orientale di Dire Dawa. Oltre 400 gli arresti. Fonti governative parlano di atti di violenza veramente insensati. Il premier, Abiy Ahmed, in carica dal 2018, ha cominciato ad attuare riforme politiche, che hanno ricevuto apprezzamento a livello internazionale. A lui il premio Nobel per la Pace 2019 grazie ai suoi sforzi per stabilizzare il Paese e risolvere il conflitto con la vicina Eritrea. Nel gennaio di quest’anno il premier è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco e insieme hanno parlato proprio delle “importanti iniziative in corso per la promozione della riconciliazione nazionale, nonché per lo sviluppo integrale del Paese”, sottolineando il ruolo della Chiesa nella storia del popolo etiopico e il suo contributo nell’ambito educativo e sanitario.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

8 Novembre 2019

Nel trentesimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, che per 28 anni divise in due non solo una città ma il mondo intero, Ezio Mauro torna sui luoghi simbolo di uno dei più importanti avvenimenti del XX secolo, con “1989: CRONACHE DAL MURO DI BERLINO” (venerdì 8 novembre, Rai tre, ore 21,10), in cui incontra i testimoni, protagonisti della “grande storia” e persone comuni. In tale occasione diverse reti dedicheranno appuntamenti, come Focus, con diversi documentari inediti fino a sabato 9 novembre, in prima e seconda serata.
Il palinsesto speciale di “Focus” propone oltre 25 ore di programmazione su misura, intitolate alla stagione in cui lo spettro della guerra nucleare ha garantito all’Europa oltre 40 anni di pace. Dai migliori documentari realizzati nel mondo - con cinque ore di immagini inedite - ad approfondimenti autoprodotti, fino alla miniserie con Kim Rossi Stuart Il tunnel della libertà. Elementi centrali della rassegna, quindi, lo speciale Base Tuono, un mistero della Guerra Fredda ed i documentari in prima visione assoluta Berlino: fuga per la libertà, Broken Arrows: le atomiche perdute, ai tempi della Guerra Fredda e Korean War.
Domenica 10 novembre “PASSATO E PRESENTE” (Rai Storia alle 20.30) è dedicata alla caduta dell’impero romano d’Occidente Ne parlano Paolo Mieli e il prof. Alessandro Barbero raccontando come proprio una rivolta di questi mercenari, guidati dal loro capo Odoacre, scatenò la fine dell’Impero. Nasce il regno romano germanico guidato da Odoacre, che lascerà presto il suo posto al regno degli Ostrogoti e al loro capo, Teodorico.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

8 Novembre 2019

All’udienza generale di mercoledì 30 ottobre, il Papa, nella catechesi sugli Atti, ha parlato dell’approdo del cristianesimo in Europa, ricordando che lo Spirito Santo è il protagonista della missione della Chiesa perché apre il cuore e rende la fede audace. In particolare ha richiamato tre episodi sul soggiorno di Paolo in Macedonia: l’evangelizzazione e il battesimo della commerciante Lidia e della sua famiglia; l’arresto che subisce, insieme a Sila, dopo aver esorcizzato una schiava sfruttata dai suoi padroni e infine la conversione e il battesimo del suo carceriere e della sua famiglia. Così “si vede come lo Spirito Santo è il protagonista della missione della Chiesa: è Lui che guida il cammino degli evangelizzatori mostrando loro la via da seguire.” Soffermandosi poi sulla potenza dello Spirito che trasforma ogni cosa, ha parlato di Lidia che ricevette il Battesimo con la sua famiglia, “ospitando Paolo e Sila nella sua casa. Abbiamo qui la testimonianza dell’approdo del cristianesimo in Europa: l’inizio di un processo di inculturazione che dura anche oggi.” Parlando della guarigione dell’indovina compiuta da Paolo e Sila, il Pontefice ha ripreso un episodio avvenuto a Buenos Aires quando la gente pagava per farsi leggere il futuro. “Dopo il calore sperimentato a casa di Lidia, Paolo e Sila si trovano poi a fare i conti con la durezza del carcere”, passando “dalla consolazione di questa conversione, alla desolazione” della prigione.” Da loro però nessun lamento, ma la lode a Dio: Paolo e Sila scelgono la preghiera in risposta all’incarcerazione; quando poi per il terremoto le porte della prigione si aprono, le catene si spezzano, avviene il miracolo del carceriere che “accoglie gli apostoli, ne lava le piaghe, e riceve il Battesimo”. Allora “la luce di Cristo brilla e sconfigge le tenebre: le catene del cuore cadono e sboccia in lui e nei suoi familiari una gioia mai provata. Così lo Spirito Santo sta facendo la missione: dall’inizio, da Pentecoste in poi è Lui il protagonista della missione. E ci porta avanti, ci vuole essere fedeli alla vocazione che lo Spirito ci muove a fare. Per portare il Vangelo.” Che lo Spirito ci doni “un cuore aperto, sensibile a Dio e ospitale verso i fratelli”, ed “un’apertura di cuore, come quella del carceriere che si lascia toccare dallo Spirito Santo”.
Domenica 3 novembre, all’Angelus, Francesco ha riflettuto sull’episodio evangelico di Zaccheo, trasformato dallo sguardo di Gesù in una persona capace di amare gratuitamente. Sentire lo sguardo misericordioso di Gesù trasforma profondamente la nostra mentalità, come è avvenuto a Zaccheo, che è curioso di vedere Gesù di cui ha sentito dire cose straordinarie, e pur di riuscirci, essendo piccolo di statura non trova altra soluzione che salire su un albero, un sicomoro. E’ Gesù, però, ad alzare lo sguardo per primo, a cercarlo e a vederlo. “Lo sguardo misericordioso del Signore ci raggiunge prima che noi stessi ci rendiamo conto di averne bisogno per essere salvati. E con questo sguardo del divino Maestro comincia il miracolo della conversione del peccatore. Infatti Gesù lo chiama, e lo chiama per nome: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua» dice Gesù.” Gesù chiama per nome quel “pubblicano”, non per rimproverarlo o per fargli una “predica”, ma perché è “volontà del Padre” che vada da lui, che entri nella sua casa, anche se suscita scandalo, perché il “disprezzo e la chiusura verso il peccatore non fanno che isolarlo e indurirlo nel male che compie contro sé stesso e contro la comunità. Invece Dio condanna il peccato, ma cerca di salvare il peccatore, lo va a cercare per riportarlo sulla retta via. Chi non si è mai sentito cercato dalla misericordia di Dio, fa fatica a cogliere la straordinaria grandezza dei gesti e delle parole con cui Gesù si accosta a Zaccheo.” Nella sua casa avviene il miracolo della conversione, il capovolgimento del “modo di vedere e di usare il denaro”. Zaccheo, grazie alla presenza del Signore al suo fianco, “si rende conto di quanto è meschina una vita tutta presa dal denaro”, fatta di furti e disprezzo: “cambia anche il suo modo di vedere e di usare il denaro: al gesto dell’arraffare si sostituisce quello di donare. Infatti, decide di dare la metà di ciò che possiede ai poveri e di restituire il quadruplo a quanti ha derubato. Zaccheo scopre da Gesù che è possibile amare gratuitamente: finora era avaro, adesso diventa generoso; aveva il gusto di ammassare, ora gioisce nel distribuire. Incontrando l’Amore, scoprendo di essere amato nonostante i suoi peccati, diventa capace di amare gli altri, facendo del denaro un segno di solidarietà e di comunione.”

Giornata dell’Unità nazionale a Bozzole

8 Novembre 2019

BOZZOLE – (gpc) Si è celebrata domenica scorsa 3 novembre, in mattinata, la Giornata dell’Unità nazionale. Dopo la S.Messa in cui si è pregato per i caduti delle guerre, una delegazione del comune guidata dal vice sindaco Paolo Comin, si è recata al monumento dei caduti dove in precedenza era stata deposta una corona di alloro presso la lapide a ricordo dei morti in guerra e dove ci si è fermati ancora in preghiera con la benedizione da parte del parroco.

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Giornata dell’Unità d’Italia

8 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) Sono sempre numerosi, come ogni anno, gli occimianesi (dai più piccoli ai più anziani) che hanno partecipato domenica 3 novembre alle celebrazioni per la Giornata dell’Unità d’Italia che quest’anno coincideva con il centenario dell’Associazione nazionale alpini.
Erano presenti le diverse autorità civili (con il sindaco Valeria Olivieri), militari (il lg ten. Antonio Caputo, comandante della Stazione dei Carabinieri), religiose (il prevosto), scolastiche (alcune maestre della scuola primaria) e Davide Lupano (vice presidente uscente del Consiglio comunale dei Ragazzi), il consigliere provinciale (e comunale) Stefano Zoccola, il presidente dell’ANA casalese Gianni Ravera ed il capogruppo alpini occimianese Ernesto Berra. Erano presenti anche i rappresentanti delle Associazioni d’arma (Alpini, Carabinieri, Bersaglieri, Paracadutisti….).
Hanno partecipato alla S. Messa in cui si è pregato per i caduti di tutte le guerre ed il prevosto ha fatto riferimento all’impegno civico del cristiano, nella costruzione della pace, superando i ricorrenti egoismi e nel vivere il comandamento dell’amore.
A causa poi della pioggia, terminata la S.Messa si è rimasti ancora i Chiesa per gli interventi ufficiali. Innanzitutto protagonisti sono stati gli scolari delle scuole occimianesi che avevano preparato portando in Chiesa alcuni lavori al traforo con le penne alpine abbinate a valori (quali pace, libertà….) con i colori del tricolore e predisponendo una piccola mostra in piazza sotto i Portici sul tema degli alpini. Così anche i bambini della 4° e 5° della scuola primaria che hanno espresso un ringraziamento per l’opera degli alpini, sempre presenti nei momenti significativi della storia italiana, anche con un simpatico disegno dell’albero dei valori, offerto alle autorità
E’ stato quindi la volta del Sindaco (che si è complimentata per il lavoro fatto dai ragazzi) e del presidente uscente del consiglio dei ragazzi e, come oratore ufficiale, del presidente dell’ANA casalese (nonché cittadino onorario occimianese) che ha ricordato l’impegno dei giovani studenti nel progetto scolastico “100 anni di ANA” e, evidenziando nel tema della divisa l’amore per la patria e per i valori condivisi, non ha dimenticato il sacrificio di quei tanti soldati (molte dei quali rimasti ignoti) che hanno sacrificato la loro vita nella guerra.
Cessata poi la pioggia, si è mosso poi il corteo, con la guida della Banda musicale “La Filarmonica (diretta dal m,o Mauro Massaro) per la deposizione della corona di alloro al monumento dei caduti al Parco della rimembranza e di un omaggio floreale in piazza degli alpini e in piazza Carlo Alberto.
I festeggiamenti si sono conclusi con il rinfresco offerto a tutta la popolazione, in piazza, sotto i portici di palazzo Cattana, con la collaborazione della Pro Loco.

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“Camminata mostruosa”

8 Novembre 2019

OCCIMIANO (gpc) - Serata divertente e spensierata giovedì scorso 31 ottobre con la “Camminata mostruosa”, organizzata in collaborazione tra Amministrazione comunale, Consulta per la valorizzazione del territorio occimianese, Pro Loco ed il gruppo di volontari. Bambini e ragazzi di tutte le età, genitori e adulti (provenienti anche da altri paesi della zona) si sono riuniti in piazza Carlo Alberto da dove, dopo il saluto del sindaco Valeria Olivieri, è partita la passeggiata. Dopo una breve pausa per ricevere i tanto bramati buoni per le castagne, tappa alla Cascina Saiona (accolti dalla famiglia Debernardis Kalondero) dove sono stati distribuiti gratuitamente castagne, cioccolata calda e vin brulè.
In precedenza in parrocchia nel pomeriggio era stata programmata l’adorazione eucaristica per la “sera dei santi”.

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Castagnata alla Casa di riposo San Camillo

8 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) Sarà un appuntamento gioioso e di amicizia quello che si realizzerà sabato prossimo 9 novembre alla casa di riposo san Camillo. Nel pomeriggio, a partire dalle 15,00 per gli anziani ospiti sarà preparata da parte di alcuni volontari una bella castagnata. Per l’occasione saranno presenti i bambini che partecipano al catechismo e che vogliono essere così vicini ai nonni.
Il pomeriggio poi sarà allietato dal Coro Vitas di Casale che eseguirà canti capaci di coinvolgere gli ospiti.

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

30 Ottobre 2019

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 27 ottobre 2019

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 28 ottobre: ore 18,00
• Martedì 29 ottobre: ore 8,30
• Mercoledì 30 ottobre: ore 18,00
• Giovedì 31 novembre: ore 16,30
• Venerdì 1 novembre: ore 9,30; 10,30; 15,00 (al Cimitero)

* Lunedì 28 ottobre:
• Consiglio Apostolato della preghiera RMPP (Canonica ore 16,30)
• Vespri (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Ottobre missionario:
• Domenica 27 ottobre: Torte benefiche pro missioni (a c. ex allieve salesiane)

* Domenica 3 novembre
• S.Messa alle 10,30 - segue commemorazione caduti

* Confessioni:
• Giovedì 31 ottobre: ore 17,15 – 18,30

* Festività dei Santi:
• Giovedì 31 ottobre: ore 16,30 – segue Confessioni e Adorazione eucaristica per la “Sera dei Santi”
• Venerdì 1 novembre: ore 9,30 (Casa riposo); 10,30 (Chiesa parrocchiale); 15,00 (Cimitero)
• Sabato 2 novembre: ore 16,30 (Commemorazione fedeli defunti)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

30 Ottobre 2019

Peggiorano le condizioni dei cristiani in Africa e in Asia meridionale. E’ quanto emerge dal rapporto annuale che Aiuto alla Chiesa che Soffre (la Fondazione di diritto pontificio che sostiene la libertà religiosa nel mondo) ha presentato a Roma lo scorso 24 ottobre, in cui si rimarcano le sistematiche violenze che si registrano contro i cristiani. “Viviamo in uno stato di perenne tensione - ha detto il card. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan - perché nella nostra mente sappiamo che da qualche parte in qualche momento vi sarà un altro attacco. Anche se nessuno sa dove e quando”. Tutto ciò fa capire cosa significhi essere uno dei 300 milioni di cristiani che vivono in terre di persecuzione. Prendere parte ad una messa, animare gli eventi e le attività pastorali di una comunità cristiana, esporre simboli religiosi o più semplicemente professare la propria fede diventano atti che possono mettere a repentaglio la propria libertà e perfino la propria vita in oltre 20 Paesi del mondo che ospitano 4 miliardi di persone. “La persecuzione religiosa può assumere molte forme – aggiunge il card.Coutts - può tradursi nei brutali attacchi compiuti dal sedicente Stato islamico (Isis) in Iraq e in Siria contro cristiani e yazidi, oppure può assumere forme più subdole quali discriminazioni, minacce, estorsioni, rapimenti e conversioni forzate, negazione dei diritti o limitazione delle libertà”. Nel rapporto si prende in esame la persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019 e la lista dei Paesi in cui i cristiani soffrono si arricchisce di nazioni quali Camerun, Burkina Faso e Sri Lanka. Gli ultimi due stati sono gli esempi più drammatici di questo mutato scenario della persecuzione anticristiana che trova nuove forme e nuove territori anche in virtù dell’inadeguatezza delle strategie finora messe in campo.
In Burkina Faso, solo nei primi sei mesi del 2019 sono stati uccisi 20 cristiani, tra cui 6 sacerdoti e un pastore. Non esiste, però, solo il terrorismo di matrice islamica, come in India dove in questi ultimi due anni si sono registrati oltre 1000 attacchi e oltre 100 chiese distrutte da parte degli estremisti indù. C’è poi la persecuzione politica e governativa. Anche le migliorate relazioni diplomatiche tra i capi delle nazioni occidentali e i loro omologhi di governi, come quelli della Corea del Nord o della Cina, non devono far pensare a miglioramenti delle condizioni dei cristiani in tali aree. Secondo diverse stime – ha detto a Vatican news il direttore di ACS Alessandro Monteduro - tra i 50.000 e i 70.000 detenuti nei campi di detenzione della Corea del Nord sono cristiani perseguitati per la loro fede che subiscono ogni forma di maltrattamento, compresi omicidi extra giudiziali.