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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO bis

24 Aprile 2018

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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Sulle orme di mons. Tonino Bello, il prete e vescovo della Chiesa del grembiule, a 25 anni dalla sua morte.; è il pellegrinaggio che il Papa ha compito venerdì 21 aprile in Puglia, testimoniando il dovere e assieme la bellezza di stare accanto agli ultimi.
La prima tappa è stata Alessano, nel Leccese, sua terra natale, dove “don Tonino” (come tutti fraternamente lo chiamavano) è sepolto. Incontrando i fedeli ha messo in rilievo come don Tonino ci dia “la ricchezza incomparabile di capire i poveri” e servirli. Questa “era per lui vera ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda.” Non a caso, mons. Bello sottolineava come il Vangelo chiami a una vita spesso “scomoda”, perché ”una Chiesa che ha a cuore i poveri rimane sempre sintonizzata sul canale di Dio, non perde mai la frequenza del Vangelo e sente di dover tornare all’essenziale per professare con coerenza che il Signore è l’unico vero bene. Per questo, nella fedeltà al suo insegnamento, bisogna non “teorizzare” la vicinanza ai poveri ma star loro vicino, seguendo l’esempio di Gesù “fino a spossessarsi di sé”. Don Tonino “non stava con le mani in mano”, ma “agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia. Infatti, se la guerra genera povertà, anche la povertà genera guerra. La pace, perciò, si costruisce a cominciare dalle case, dalle strade, dalle botteghe, là dove artigianalmente si plasma la comunione.” Poi, l’auspicio che questa terra di “frontiera” o “terra-finestra”, dal Sud dell’Italia si spalanchi “ai tanti Sud del mondo”, dove “i più poveri sono sempre più numerosi mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e sempre di meno”. Significa essere una “finestra aperta, da cui osservare tutte le povertà che incombono sulla storia”, soprattutto “una finestra di speranza perché il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un’arca di pace accogliente.” Così ha auspicato “che il Signore ci dia questa grazia: una Chiesa non mondana, al servizio del mondo. Una Chiesa monda di autoreferenzialità” ed “estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé, non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d’amore per l’oggi, sull’esempio di Dio, che ha tanto amato il mondo.” Don Tonino era un “credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo” e soprattutto “con un cuore che collegava Cielo e terra”. Per questo parlava della vocazione come “evocazione” a indicare “una chiamata a diventare non solo fedeli devoti, ma veri e propri innamorati del Signore, con l’ardore del sogno, lo slancio del dono, l’audacia di non fermarsi alle mezze misure”, per cui “quando il Signore incendia il cuore, non si può spegnere la speranza. Quando il Signore chiede un ‘sì’, non si può rispondere con un ‘forse’”. Soleva dire “che noi cristiani ‘dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione’, della gente che non separa mai preghiera e azione.”
A Molfetta, dove ha esercitato il suo ministero episcopale fino alla morte, ha celebrato l’Eucaristia, invitando ad “entrare in una relazione vitale, personale” con Gesù, attingendo dall’Eucaristia che non è “un bel rito, ma la comunione più intima, più concreta, più sorprendente che si possa immaginare con Dio”. La vita del cristiano parte dall’Eucaristia, come diceva don Tonino: ‘se manca l’amore da cui partono le opere, se manca il punto di partenza che è l’Eucaristia, ogni impegno pastorale risulta solo una girandola di cose’. Infatti “chi si nutre dell’Eucaristia assimila la stessa mentalità del Signore”, come Lui diventa pane spezzato per gli altri, “smette di vivere per sé, ma vive per Gesù e come Gesù, cioè per gli altri. Vivere per è il contrassegno di chi mangia questo Pane, il marchio di fabbrica del cristiano. Si potrebbe esporre come avviso fuori da ogni chiesa: dopo la Messa non si vive più per sé stessi, ma per gli altri. (…). ‘Dopo la Messa non si vive più per sé stessi, ma per gli altri’. Don Tonino ha vissuto così.” Don Tonino Bello diceva che ‘l ‘Eucarestia non sopporta la sedentarietà’ e che senza alzarsi da tavola resta ‘un sacramento incompiuto’. Allora il Papa si è chiesto: “in me, questo Sacramento si realizza? Più concretamente: mi piace solo essere servito a tavola dal Signore o mi alzo per servire come il Signore? Dono nella vita quello che ricevo a Messa? E come Chiesa potremmo domandarci: dopo tante Comunioni, siamo diventati gente di comunione?(…) E noi, che condividiamo questo Pane di unità e di pace, siamo chiamati ad amare ogni volto, a ricucire ogni strappo; ad essere, sempre e dovunque, costruttori di pace.” Don Tonino Bello spesso ripeteva: ‘in piedi’ e Francesco ha invitato a rischiare la vita per Gesù: “la vita cristiana va investita per Gesù e spesa per gli altri. Dopo aver incontrato il Risorto non si può attendere, non si può rimandare; bisogna andare, uscire, nonostante tutti i problemi e le incertezze.”
Gian Paolo Cassano

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO

24 Aprile 2018

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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Continuando la catechesi sul Battesimo, all’udienza generale di mercoledì 18 aprile il Papa ha ricordato l’importanza della data del proprio Battesimo (“è come se fosse il secondo compleanno”), da celebrare. Si è soffermato innanzitutto sul rito di accoglienza quando viene chiesto il nome, perché indica l’identità personale, in quanto il Battesimo accende “la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita”. Di conseguenza “implica una risposta personale e non presa a prestito, con un ‘copia e incolla’. La vita cristiana infatti è intessuta di una serie di chiamate e di risposte: Dio continua a pronunciare il nostro nome nel corso degli anni, facendo risuonare in mille modi la sua chiamata a diventare conformi al suo Figlio Gesù. E’ importante dunque il nome!” Ma “la fede non si può comprare” ma si può chiedere e ricevere in dono ed i catecumeni adulti manifestano in prima persona ciò che desiderano mentre i bambini sono presentati dai genitori e i padrini. A suggellare questo, è il segno della croce tracciato sulla fronte, che manifesta chi siamo, come “un marchio pasquale”, che rende visibile esteriormente il modo cristiano di affrontare la vita. Di qui l’appello a farsi il segno della croce “quando ci svegliamo, prima dei pasti, davanti a un pericolo, a difesa contro il male, la sera prima di dormire” perché “significa dire a noi stessi e agli altri a chi apparteniamo, chi vogliamo essere” e ad insegnare ai bambini a farlo bene perché non sempre è così, conservando anche in casa un po’ di acqua benedetta: “così, ogni volta che rientriamo o usciamo, facendo il segno della croce con quell’acqua ci ricordiamo che siamo battezzati.“
Domenica 22 aprile (nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni) il Pontefice ha ordinato 16 nuovi sacerdoti (di cui 11 della diocesi di Roma), provenienti da diverse parti del mondo invitandoli ad essere sempre misericordiosi. Nell’omelia ha ricordato che Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, e in Lui tutto il popolo di Dio è costituito popolo sacerdotale: “nondimeno, tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore.” Il Papa, poi rammentando la partecipazione del presbitero alla missione di Cristo, ha raccomandato di dispensare “a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia. Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato.” Riferendosi poi al Sacramento della Penitenza ha chiesto: “per favore, non stancatevi di essere misericordiosi. Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie che Gesù perdona. Siate misericordiosi”, esercitando in letizia e carità sincera il loro sacerdozio “unicamente intenti a piacere Dio e non a voi stessi o agli uomini, per altri interessi. Soltanto il servizio a Dio, per il bene del santo popolo fedele di Dio”, avendo “sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto.” Gesù è il “Pastore buono per eccellenza” (ha ribadito poi al Regina Coeli, insieme a 4 dei novelli sacerdoti) perché ha offerto la sua vita per noi e ci risana dalle “tante forme di infermità spirituale”, come ambizione, pigrizia, orgoglio, mettendo “con fiducia la propria esistenza nelle mani del Risorto”. Bisogna per questo “lasciarci conoscere” da Gesù. Lui sa quali sono i nostri pregi e difetti, i progetti e le speranza deluse “ma ci accetta così come siamo, anche con i nostri peccati, per guarirci, per perdonarli,” guidandoci “con amore, perché possiamo attraversare sentieri anche impervi senza smarrire la via”. Ma anche noi siamo chiamati a conoscere Gesù; perciò bisogna abbandonare “gli atteggiamenti autoreferenziali per incamminarsi su strade nuove”, aperte su vasti orizzonti: se “nelle nostre comunità si raffredda il desiderio di vivere il rapporto con Gesù, di ascoltare la sua voce e di seguirlo fedelmente, è inevitabile che prevalgano altri modi di pensare e di vivere che non sono coerenti col Vangelo.” Di qui, con l’aiuto di Maria, la necessità di “maturare una relazione sempre più forte con Gesù. Aprirci a Gesù, perché entri dentro di noi. Una relazione più forte: Lui è risorto. Così possiamo seguirlo per tutta la vita.”
Gian Paolo Cassano

S. GIORGIO

24 Aprile 2018

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OCCIMIANO - (gpc) San Giorgio (con san Lorenzo) è co patrono di Occimiano, accanto al patrono principale San Valerio. Così, lunedì 23 aprile si è celebrata la festa liturgica. Per l’occasione si sono celebrati i Vespri della festa di San Giorgio ed è stata esposta all’altare di San Giorgio (dove c’è lo scurolo che la contiene) l’urna con le reliquie del Santo.
gpc

CONSIGLIO COMUNALE

24 Aprile 2018

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OCCIMIANO – (gpc) Si terrà giovedì 26 aprile (presieduto dal Sindaco m.a Valeria Olivieri), alle ore 21,15, in seduta pubblica il Consiglio comunale che prevede l’approvazione del Conto Consuntivo anno 2017 e la 1^ Variazione al Bilancio di Previsione 2018-2020. In programma anche la comunicazione in ordine al riaccertamento ordinario residui anno 2017 e precedenti e l’approvazione nuovo schema di convenzione per la gestione in forma associata di una centrale unica di committenza con il Comune di Casale Monferrato.
gpc

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

24 Aprile 2018

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NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

Nessuno ne parla, ma la situazione in Yemen (a causa di una guerra che sembra dimenticata) si fa sempre più drammatica, come denunciano le organizzazioni umanitarie che operano sul campo.
Forse è la più grave crisi umanitaria nel mondo, perché l’80% della popolazione si trova sotto la linea della povertà; 8,6 milioni di bambini non hanno sufficiente accesso ad acqua e a servizi igienico-sanitari. “È un dramma – ha detto al Vatican news service Michele Servadei, del Regional Emergency Advisor di Unicef - imputabile solo all’uomo. La guerra civile è il problema principale dal quale scaturiscono poi tutti gli altri: malnutrizione, colera e emergenza idrica”. Il conflitto, uno dei più gravi di questi tempi, ha causato migliaia di morti, tra cui 5.000 bambini negli ultimi due anni.
“È impressionante - racconta al Vatican news il dott.Giorgio Bergami, chirurgo di Medici Senza Frontiere - vedere come la popolazione cammini per strada armata. Per loro è una cosa normale. Italia la ricchezza si misura con oro e gioielli, nello Yemen con i kalashnikov. Più possiedi armi costose più sei potente”
Un dramma esasperato dalla cronica mancanza d’acqua: “il 38% della popolazione - spiega Servadei - non ha risorse perché il sistema idrico è stato debilitato da anni di guerre che si sono succedute dal 2000. Molteplici gli attacchi contro infrastrutture idriche che hanno tagliato ad un numero ancora maggiore di persone dall’accesso all’acqua potabile”. L’accesso all’acqua pulita è fondamentale, soprattutto per prevenire le malattie. Senza acqua infatti si è diffuso il colera, che aggiunti al caldo torrido, ai rimedi inefficaci e alla poca conoscenza del problema hanno portato alla morte in queste settimane di oltre 2000 persone.
Povertà e guerra sono anche causa dell’insufficiente nutrizione, che interessa oltre 400.000 bambini e ogni giorno si calcala che 5 bambini vengano uccisi o feriti. “La popolazione - aggiunge Bergami - crede molto nel fato: la malattia è il castigo divino al quale ci si deve adattare. Inoltre non concepiscono il diritto di essere curati, lo sentono come un dono che riceve solo chi è più fortunato”. Troppo spesso poi le persone sottovalutano la malattia e tentano di curarla con rimedi naturali. Per questo, tra gli interventi degli operatori c’è anche una grande attività di sensibilizzazione.
Negli ultimi tre anni ci sono stati 15.000 bombardamenti aerei che hanno colpito moltissimi civili causando loro danni fisici e psicologici. “Non c’è una soluzione umanitaria. - conclude Michele Servadei - L’unica è quella politica. Solo questo tipo d’intervento potrà risolvere la drammatica situazione dello Yemen ponendo fine ad un conflitto che sta facendo morire un’intera nazione”.
Gian Paolo Cassano

TELECOMANDO

24 Aprile 2018

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TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

LA DIFESA DELLA RAZZA: è il reportage – inchiesta sul razzismo condotto, con la nota bravura, da Gad Lerner, in onda alla domenica su Rai tre (ore 20,30). Il ogni puntata il giornalista affronta una discriminazione: noi e gli ebrei, gli africani, noi gli arabi, noi i cinesi, noi gli zingari, il razzismo contro gli italiani…. Il titolo Difesa della Razza viene dalla rivista fascista diretta da Telesio Interlandi voluta da Mussolini poco prima delle leggi razziali. “L’idea alla base del programma era di andare a vedere come è avvenuto che dall’odio si sia arrivati allo sterminio, che linguaggio ha usato la propaganda e come è stata imposta, per filtrare così quello che viviamo oggi e chiedersi: come vengono divulgate quelle fobie? Il linguaggio è così diverso?”
Tv2000 racconta il Sessantotto cattolico, un’esperienza che spesso si dimentica nelle rievocazioni del movimento sociale e politico nato cinquanta anni fa. A partire dal 28 aprile, in SOUL il sabato (alle 12.50 e alle 20.30) e la domenica (alle 12.50 e alle 20.45), verrà trasmesso un ciclo di interviste realizzate da Monica Mondo, incontrando otto protagonisti di quegli anni e ricostruendo come questo Sessantotto non si è esaurito ma è durato nel tempo senza nostalgie né rimpianti. Verranno intervistati il card. Angelo Scola, che in quegli anni scelse di seguire don Giussani; don Vinicio Albanesi, della comunità di Capodarco; don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile milanese; mons. Giancarlo Bregantini, pastore in quella Locride sfiancata dalla ‘ndrangheta; l’ex brigatista Armando Lanza; Francesco Alberoni, scrittore e sociologo, dal 1968 al 1970 rettore dell’Università di Trento, primo ateneo ad essere occupato in Italia; e padre Fabrizio Valletti, gesuita e parroco a Scampia a cui si aggiunge Mario Capanna, leader del movimento studentesco dell’Università Cattolica di Milano.
Gian Paolo Cassano

AVVISI

24 Aprile 2018

PARROCCHIA S. VALERIO OCCIMIANO
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DOMENICA 22 aprile 2018

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 23 aprile: ore 18,00
• Martedì 24 aprile: ore 8,30
• Mercoledì 25 aprile: ore 18,00
• Giovedì 26 aprile: ore 17,30
• Venerdì 27 aprile: ore 18,00

* Domenica 22 aprile:
• Giornata Mondiale preghiera per le vocazioni

* San Giorgio:
• Festa lunedì 23 aprile: Vespri (17,45) e S.Messa (ore 18)

* Sabato 28 aprile:
• Incontro genitori Prima Comunione (Canonica, ore 18,00)

* Monastero invisibile:
• 1 maggio a Stresa (partenza: ore 8,30)
• Quota pullman € 20 (pranzo € 17 o al sacco)
• prenotarsi al più presto

* Mese di maggio:
• Dal 2 maggio preghiera mariana (ore 20,45)
• Dal lunedì al venerdì nella Chiesa della Madonna del Rosario

* Rispondere alle sfide dei migranti e rifugiati:
16° punto: PROMUOVERE: Incoraggiare la comunità internazionale a incrementate la porzione del contributo allo sviluppo e agli aiuti di emergenza in favore degli Stati che accolgono e sostengono grandi flussi di rifugiati e di migranti che fuggono da conflitti armati, affinché tutti possano beneficiarne, a prescindere dal loro status migratorio.

Corso per animatori

18 Aprile 2018

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OCCIMIANO – (gpc) Hanno invaso pacificamente il paese i giovanissimi animatori che stanno partecipando al corso per animatori promosso dall’Ufficio diocesano della pastorale giovanile.
Domenica 15 aprile, nel pomeriggio sono arrivati da un po’ tutte le parti della diocesi. Accolti dai responsabili della pastorale giovanile in piazza Oratorio don Bosco, sono stati coinvolti in un’animazione collettiva. Cercando di capire l’importanza del “fare” nell’essere animatori… dal saper “fare bene” un laboratorio manuale o di espressione corporea al saperlo insegnare e gestire con i bambini.
Si sono infatti poi divisi in diversi laboratori, posti strategicamente nel paese: Origami, Manualità, Videomaker/Fotografia, Costruzioni di cartone per grandi giochi, Radio e animazione musicale, Animatori da palco, Animatore da accoglienza, Truccabimbi, Sculture di palloncini, Giocoleria, Percussioni, Musica in coro, Musica d’animazione con i tubi, Animazione tecnica, Teatro, Tamburello, Acrobatica, Lavoretti con carta di giornale. La conclusione poi è stata in Chiesa parrocchiale.
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MARIA UNIA

18 Aprile 2018

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OCCIMIANO – (gpc) Se ne è andata così, improvvisamente, nel suo stile semplice e discreto, ma forte in quella fede che sempre l’ha accompagnata. Parlo di Maria Unia, sorella di don Giuseppe (indimenticabile parroco di Balzola), occimianese doc.
L’ha a sè chiamata il Signore martedì 17 aprile, dopo che nella sera precedente era stata ricoverata per l’insorgere di un’infezione che ha colpito gli organi interni.
Viva è stata la commozione in tutto il paese dove si era abituati a vederla passare con la sua immancabile bicicletta. Per la sua famiglia ha sempre dedicato tutto, caratterizzata da grande forza e generosità, con una fede incrollabile.
Con il fratello don Giuseppe è sempre stata vicina, sia nel suo servizio pastorale ad Ozzano, Casale Popolo e Balzola, sia quando, per la malattia si era ritirato ad Occimiano, accogliendolo in casa con uni stile accogliente che ha accomunato tutti i suoi cari.
Aveva 83 anni; ultima di una famiglia numerosa (6 figli: Gino Carolo, Carolina, Pierino, don Giuseppe), era sposata con Carlo Rolla, da quasi 52 anni. Lascia anche le due figlie Laura (con Paolo) e Francesca (con Fabio) ed i nipoti con i quali era affezionatissima (Paolo, Elena, Benedetta, Angelo, Cecilia).
Dopo i funerali mercoledì 18 aprile nel pomeriggio è stata sepolta nel cimitero di Occimiano.
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FOTO: MARIA UNIA CON IL MARITO CARLO ….. (si potrebbe ritagliarla…)

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XIX Convegno annuale degli amici del “Monastero Invisibile”

18 Aprile 2018

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CASALE - (gpc) Sono aperte le iscrizioni del pellegrinaggio a Stresa, in occasione del XIX Convegno annuale degli amici del “Monastero Invisibile” che quest’anno si terrà martedì 1 maggio (non più di domenica, per dare maggiore possibilità di partecipazione alle parrocchie). A questa iniziativa che raccoglie adesioni in tutto il Piemonte - Val d’Aosta (in diocesi siamo più di 300, quasi 4.000 in regione) si può aderire semplicemente danno la propria disponibilità di offerta di un’ora di preghiera al mese per le vocazioni segnalandola al CDV.
Una volta all’anno, infatti, gli amici del Monastero invisibile si danno appuntamento ad un santuario mariano del Piemonte; si era iniziato dodici anni fa a Crea, poi a Re, quindi a Fontanelle di Boves, a Pinerolo, Ivrea, Oropa, Vicoforte di Mondovì, Aosta, Valmala, ancora a Vicoforte, a Moncrivello, a Bra, a Castellazzo Bormida, a Tortona, a Colle don Bosco, Varallo, Alba e Cannobio (lo scorso anno).
Il programma comprende la partenza da Ticineto (ore 8,15), con tappa ad Occimiano (8,30) e Casale (ore 8,45). A Stresa al Colle Rosmini (dove c’è la tomba del beato, nella Chiesa del Crocifisso, si parteciperà alla S. Messa (ore 11,00), presieduta da mons. Cristiano Bodo (vescovo di Saluzzo e delegato CEP per le vocazioni), con una presentazione di Rosmini e dei luoghi rosminiani; dopo il pranzo si scenderà sul lungo lago per l’Adorazione per le vocazioni in Chiesa parrocchiale e la vista del Centro Studi Rosminiani, con la camera di Rosini ed il Museo e la visita della città sul lago Maggiore.
Il costo del viaggio è di € 20; si può prenotare il pranzo (€ 17) oppure pranzare al sacco. L’arrivo previsto è per le 19/19,30. Occorre però prenotarsi al più presto presso don Cassano (0142.809120- 348.4501986) o don Marco Durando (tel. 339.5747610)
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